Gianna Beretta Molla, la scelta che parla ancora ai ragazzi
Mostra a Crotone nella parrocchia di Santa Rita: fede, maternità e modernità nel ricordo della santa medico che donò la vita per la figlia
Nel giorno della memoria liturgica di Gianna Beretta Molla, martedì 28 aprile, la comunità della Parrocchia di Santa Rita ha vissuto un momento di intensa partecipazione con l’inaugurazione della mostra dedicata alla santa milanese, scomparsa nel 1962 a soli trentanove anni dopo aver scelto di salvare la vita della figlia durante la gravidanza.
L’esposizione, allestita nei locali della sala Sant’Agostino, è stata benedetta da don Massimiliano Assisi alla presenza degli alunni dell’I.I.S. “Pertini-Santoni”, del Polo Tecnologico “Donegani-Lucifero”, dell’avvocato Francesca Parise, presidente della Camera Minorile di Crotone, e degli assessori Angela Maria De Renzo e Giovanni Greco, insieme alle volontarie “Asterie” dell’associazione promotrice.
A delineare la figura della santa è stato anche il pensiero del cardinale Carlo Maria Martini, che la definì “donna meravigliosa amante della vita, sposa, madre, medico professionista esemplare”, sottolineando come la sua testimonianza rappresenti una via concreta di santificazione nella quotidianità. Un messaggio che si intreccia con l’insegnamento di Luigi Giussani, secondo cui il santo è colui che vive pienamente la propria umanità, trasformando il quotidiano in luogo di incontro con Dio.
La vita di Gianna Beretta Molla è stata segnata da un equilibrio profondo tra fede, famiglia e professione. Medico attento e madre premurosa, ha incarnato una santità semplice e luminosa, radicata nella normalità dei gesti quotidiani e culminata nel sacrificio estremo per la vita nascente. Una scelta che ha portato Giovanni Paolo II a beatificarla nel 1994 e a proclamarla santa nel 2004, alla presenza del marito e dei figli.
Nel corso dell’iniziativa è emersa con forza anche la dimensione della misericordia materna, intesa come attaccamento profondo alla vita custodita nel grembo, capace di spingersi fino al dono totale di sé.
A spiegare l’attualità della figura di santa Gianna è stata la presidente dell’associazione, Caterina Bumbaca: «La sua modernità continua ad affascinare. È una donna del nostro tempo, capace di vivere pienamente la propria femminilità, tra cultura, lavoro e passioni, senza rinunciare alla profondità della fede. I giovani vedono in lei una santità possibile, accessibile, concreta».
Una testimonianza che continua a parlare anche oggi, ricordando come la santità non sia riservata a pochi, ma possa germogliare nella vita di ogni giorno, tra le scelte semplici e quelle più radicali.