Gallo a Corigliano-Rossano: «Il vero isolamento della Calabria è non sapere cosa raggiungere»

L’assessore regionale interviene sul rapporto tra infrastrutture e turismo: il caso Tropea dimostra che essere difficili da raggiungere non impedisce di diventare una destinazione riconosciuta

A cura di Redazione
02 settembre 2026 07:30
Gallo a Corigliano-Rossano: «Il vero isolamento della Calabria è non sapere cosa raggiungere» - Foto Uff. Stampa Contenuti Strategie & Lobbyin
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CORIGLIANO-ROSSANO – Il vero isolamento della Calabria non è soltanto quello delle strade, dei treni o dei collegamenti aerei. È anche, e soprattutto, quello di un territorio che non riesce a comprendere fino in fondo la propria identità e a trasformarla in una destinazione riconoscibile.

È il cuore della riflessione emersa nel dialogo tra l’assessore regionale Gianluca Gallo e il comunicatore strategico Lenin Montesanto, durante la tappa di Mare Dentro ospitata nei giorni scorsi a Cetraro.

Nel ragionamento sviluppato dall’assessore, le infrastrutture restano necessarie e indispensabili, ma non possono essere considerate la soluzione automatica a ogni problema. Alta Velocità, strade migliori, collegamenti efficienti e aeroporti più connessi sono obiettivi da perseguire, ma il rischio è confondere gli strumenti con la soluzione vera: costruire un’identità forte e una ragione concreta per scegliere di raggiungere un territorio.

Un esempio significativo è quello dell’Alta Velocità sulla direttrice Roma-Reggio Calabria. Gallo ha richiamato la possibilità di recuperare circa 45 minuti, evidenziando però come il miglioramento dei tempi di percorrenza non possa compensare da solo ritardi ben più profondi nella costruzione e nella promozione delle destinazioni calabresi.

Il caso Tropea

A dimostrare questa tesi, secondo Gallo, è proprio Tropea. Pur avendo collegamenti stradali non semplici e tempi di percorrenza importanti per raggiungerla dall’autostrada, la località è riuscita a imporsi come una delle destinazioni calabresi più riconoscibili a livello internazionale.

Un apparente paradosso che diventa una lezione di marketing territoriale: l’isolamento infrastrutturale non si è trasformato in isolamento turistico e reputazionale perché Tropea è riuscita a diventare un brand, ad attrarre pubblici diversi e ad ampliare la propria stagione oltre il solo turismo balneare.

Montesanto ha quindi posto l’accento sulla necessità di non inventare semplici slogan o definizioni prive di un legame autentico con i luoghi. Brandizzare un territorio significa studiarne le caratteristiche distintive e costruire una strategia basata su ciò che lo rende realmente unico.

Da qui il riferimento ai Marcatori Identitari Distintivi, i cosiddetti MID, indicati come strumento per individuare le unicità materiali e immateriali dei territori e trasformarle in motivazioni autentiche di viaggio.

Il messaggio finale è rivolto soprattutto ai territori che attendono nuove grandi opere. Una strada o una linea ferroviaria più veloce può facilitare l’arrivo, ma anche rendere un luogo semplicemente più facile da attraversare.

La domanda decisiva, dunque, non dovrebbe essere soltanto come far arrivare le persone in Calabria, ma perché dovrebbero scegliere di venirci. Perché, come emerso nel confronto, un territorio che non offre una ragione forte per essere raggiunto rischia di restare periferia anche con l’Alta Velocità davanti alla porta.

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