Funerale di Chiara Costanzo, Monsignor Torriani: "Oggi non siamo qui a cercare colpe"

La 16enne morta nella tragedia di Crans-Montana viene ricordata da compagni, amici e famiglia in una cerimonia commossa celebrata dall’ex rettore del Collegio San Carlo

A cura di Redazione
07 gennaio 2026 16:00
Funerale di Chiara Costanzo, Monsignor Torriani: "Oggi non siamo qui a cercare colpe" -
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La Basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano si è riempita di dolore e silenzio per l’ultimo saluto a Chiara Costanzo, la 16enne morta insieme ad Achille Barosi nella tragedia di Crans-Montana. Tra i banchi, i compagni di classe, gli amici e le amiche della ginnastica acrobatica con la tuta bianca, molti con una rosa bianca o rossa e palloncini bianchi, hanno voluto salutare la loro amica.

La camera ardente era stata allestita nel vicino Collegio San Carlo, dove Chiara aveva frequentato le scuole primarie e medie prima di trasferirsi all’Istituto Moreschi. A celebrare la messa è stato monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone ed ex rettore del Collegio, che ha pronunciato parole intense e commosse: «Oggi non siamo qui a cercare spiegazioni o colpe, ci sarà tempo anche per questo ma non è oggi. Cerchiamo di trovare la forza che ci rimetta in cammino, perché troviamo solo cenere e vuoto adesso. Dobbiamo cercare dentro di noi una parola che rimetta in circolo la vita. Abbiamo bisogno di futuro, noi adulti e ancora di più voi ragazzi che siete qui oggi».

Torriani ha proseguito: «Oggi siamo qui perché una vita è stata spezzata troppo presto: da soli non si regge un dolore così, un peso così richiede di essere condiviso. Quando la morte irrompe con un volto duro e crudele e ti strappa ciò che è più caro, una figlia, allora ogni parola è insufficiente anche la più alta. Ci viene da dire davanti a questo: non è giusto, non lo è per nessuno, per una città, per una comunità scolastica, per Chiara che nel silenzio senza ostentare faceva tutto bene, con il suo sorriso e la sua autoironia».

L’arcivescovo ha voluto rivolgere una parola personale a ciascun membro della famiglia: al piccolo Luca, il fratello che sta per concludere la scuola primaria, «le gambe tremeranno ma sappi questo, quel tremore non è segno di debolezza ma segno che la vita sta bussando. Non smettere di camminare e desiderare»; a Elena, «stai facendo a pugni con i giorni, la fatica che vivi non è una colpa, c’è un futuro per te, cose belle che ti attendono»; a Camilla, la sorella maggiore, «grazie e continua ad essere faro e custodia perché la tua presenza è già una luce»; infine ai genitori Andrea e Giovanna, «continuate ad essere passatori di vita, la vita che avete passato a Chiara non è stata vana e continuerà a passare anche nel dolore».

In contemporanea, a Milano, nella Basilica di Sant’Ambrogio, si sono svolti i funerali di Achille Barosi, celebrati dall’abate Carlo Faccendini.

Dopo la cerimonia, il papà di Chiara, Andrea Costanzo, ha incontrato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e ha chiesto verità: «Ricordiamoci di far rivivere Chiara, come gli altri giovani, in un mondo pieno di vita, perché Chiara aveva voglia di vita ed è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni ma nessun ragazzo deve farlo. L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è. Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più».

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