Franco Primiero, il volto del Re Italo: il ricordo di Francesco Stanizzi e Eugenio Attanasio
Il giovane attore e il regista celebrano l’amico e nume tutelare della Sila scomparso nei giorni scorsi a Magisano
Un ricordo intenso e poetico, che naviga sulle sponde dello Ionio fino ad approdare sulle coste calabre. Così Francesco Stanizzi, giovane attore del film Figli del Minotauro, descrive l’incontro sul set con Franco Primiero, recentemente venuto a mancare a Magisano. “Io Ulisse, tu Re Italo. Poche parole, tanto vento. Resta quell’inquadratura che ci ritrae in vesti d’altri tempi, con il tuo sguardo rivolto dritto all'anima”, racconta Stanizzi.
Il primo e unico incontro tra i due attori avvenne sulle mitologiche rive del Mar Jonio, a Caminia di Stalettì, davanti alla Grotta di San Gregorio. “Io con la mia barca tocco la riva dopo un lungo viaggio dalla Grecia, prendo l'elmo di bronzo, metto i piedi sulla sabbia e mi avvicino a lui, Franco Primiero, Re Italo, che è seduto davanti al fuoco. Ci guardiamo! Il primo incontro fra un greco e un autoctono. E quel lungo sguardo dice tutto, anche il futuro. Che diventa storia”, ricorda Stanizzi.
La scena, che apre il film-documentario, fu ripetuta quindici o venti volte per la precisione maniacale del regista Eugenio Attanasio, coadiuvato da Salvatore Paravati e Nicola Carvello, con i costumi di Stefania Frustaci. “Franco era regale, non era cinema, non era recitazione. Mi sentivo veramente al cospetto di un Re fiero, padrone della terra eppure aperto allo straniero”, aggiunge Stanizzi.
Fuori dal set, gli incontri con Primiero erano sempre altrettanto significativi: “Ogni volta che lo vedevo, era un incontro regale: la sua statura, gli occhi profondi e sorridenti, la barba, i modi, i gesti. Ora Franco Primiero non è più, ma Re Italo è lì, vivo sugli schermi, premiato nelle più importanti rassegne cinematografiche al mondo. Prima di lui era una leggenda, ora ha un volto”, conclude Stanizzi.
Anche il regista Eugenio Attanasio ricorda con affetto Franco Primiero: “In altri anni, di questo periodo saremmo stati di ritorno da ciaspolate silane tra il Colle del Telegrafo e la Valle del Capitano. Insieme abbiamo realizzato cammini tra la Sila piccola, la Sila Grande e la Sila Greca, dieci anni prima di Checco Zalone, raccogliendo testimonianze filmate in cui la sua figura troneggiava”.
Attanasio ricorda Primiero come un appassionato escursionista e micologo, generoso con tutti, “una specie di Nume tutelare della Sila e dell’ambiente”. Insieme avevano creato un gioco di collaborazioni cinematografiche che lo vedevano protagonista nei panni di monaco Efrem, San Bartolomeo da Simeri e Re Italo. “Era l’anima buona dei nostri boschi, sempre pronto a esplorare, promuovendo luoghi del cuore come la Grotta Rosa di Magisano. A Natale si trasformava in un Babbo Natale da Oscar che faceva impazzire i bambini”, conclude Attanasio.
“Caro Franco, non possiamo accompagnarti in questo tuo ultimo cammino, ma grazie per tutti gli altri che abbiamo fatto insieme. Il tuo spirito resterà sempre con noi”, chiude il regista.