(Foto) Massimo Proietto, il giornalista crotonese che dà voce alle emozioni dello sport

Il vicedirettore di Rai Sport ha presentato il Premio Gianluca Vialli e I Collari d'Oro del CONI, due eventi per celebrare i campioni e le storie più belle dello sport italiano

A cura di Redazione
14 ottobre 2026 16:00
(Foto) Massimo Proietto, il giornalista crotonese che dà voce alle emozioni dello sport - Foto: Massimo Proietto e Roberto Mancini
Foto: Massimo Proietto e Roberto Mancini
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Ci sono emozioni che, anche dopo anni di carriera, riescono a riportarti indietro nel tempo, ai sogni di quando eri bambino e a quella passione che, giorno dopo giorno, è diventata un lavoro. Per Massimo Proietto, crotonese e vicedirettore di Rai Sport, condurre la prima edizione del Premio Gianluca Vialli, a Rimini, ha avuto anche questo significato. Un'emozione che si intreccia con un momento professionale di grande rilievo, segnato anche dalla conduzione dei Collari d'Oro del CONI, la massima onorificenza dello sport italiano, trasmessi il 12 ottobre, in diretta, su Rai 2. Due appuntamenti diversi, ma uniti da un filo comune, la capacità dello sport di emozionare, custodire storie, premiare il talento e trasmettere valori che vanno ben oltre una vittoria o una medaglia. E per Massimo, condurre questi eventi, è stata una grande soddisfazione che arriva nel pieno della sua carriera giornalistica.

Il Premio Vialli, il ricordo di un campione che continua a ispirare

La prima edizione del Premio Gianluca Vialli si è svolta al Cinema Teatro Fulgor di Rimini, luogo simbolico legato anche alla storia di Federico Fellini. L'iniziativa nasce dall'esperienza di una reunion, organizzata nel 2025 nella stessa città, che aveva visto ritrovarsi alcuni protagonisti delle storiche squadre di Juventus e Sampdoria per ricordare Vialli, scomparso nel gennaio 2023. Da quell'incontro è nata l'idea di istituire un riconoscimento dedicato all'ex attaccante. Un'iniziativa accolta dalla famiglia Vialli, dal nipote Riccardo e dal fratello Nino, e pensata per mantenere viva la sua eredità sportiva e umana. Alla cerimonia erano presenti diversi ex compagni di squadra che hanno condiviso con lui stagioni importanti, tra cui Angelo Di Livio, Moreno Torricelli, Fabrizio Ravanelli e Stefano Tacconi per la Juventus, oltre a protagonisti della Sampdoria dello scudetto del 1991, Gianluca Pagliuca, Fausto Pari, Ivano e Dario Bonetti. Tra i premiati anche Roberto Mancini, amico storico e compagno di Vialli nella Sampdoria e nella Nazionale. Sul palco sono saliti, tra gli altri, Alessandro Antinelli, I giovani talenti della serie B e della serie C e Pio Esposito.

Ma l'iniziativa non guarda soltanto al passato. Tra gli obiettivi c'è anche quello di valorizzare i giovani e riconoscere il talento di chi sta costruendo il proprio percorso sportivo. Una scelta che richiama proprio la storia di Vialli, capace di affermarsi giovanissimo con la Cremonese e di raggiungere i massimi livelli con Sampdoria, Juventus e Chelsea, fino a diventare anche allenatore del club londinese. E per Massimo, cresciuto con il calcio e con le figurine dei grandi campioni, prendere parte a un appuntamento dedicato a una figura come Vialli ha rappresentato un'esperienza incredibile. Non soltanto un "momento di lavoro", ma anche l'occasione di ritrovare le emozioni di quando, da bambino, seguiva le imprese dei protagonisti del calcio italiano. Ad impreziosire l'evento l'arte di un altro crotonese, il maestro orafo Gerardo Sacco, che ha firmato i premi.

Dai Collari d'Oro uno sguardo sull'eccellenza sportiva italiana

Accanto al Premio Vialli, poi, Massimo Proietto è stato impegnato anche nella conduzione dei Collari d'Oro del CONI, trasmessi nella giornata del 12 ottobre, in diretta, su Rai 2 (disponibile anche su RaiPlay). La cerimonia ha celebrato gli atleti italiani che si sono distinti nelle competizioni internazionali, compresi i protagonisti dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026. Sul palco, insieme al giornalista, erano presenti il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis e il ministro dello Sport Andrea Abodi.

Nel corso dell'evento sono stati riconosciuti anche il contributo dei gruppi sportivi delle forze armate e dei corpi dello Stato e il ruolo delle istituzioni che sostengono la preparazione degli atleti italiani. Un panorama che, come spiega Proietto, restituisce l'immagine di uno sport nazionale capace di distinguersi in numerose discipline. Se il calcio occupa spesso il centro del dibattito pubblico, altri sport continuano a ottenere risultati di rilievo: dal tennis alla pallavolo, dall'atletica alla vela, fino allo sport paralimpico, ormai parte consolidata del movimento sportivo italiano.

Il legame con Crotone e il valore delle radici

Quelli che lo hanno visto protagonista sono stati due appuntamenti importanti, che raccontano il percorso professionale di Massimo Proietto e il ruolo che, negli anni, ha saputo conquistarsi nel mondo del giornalismo sportivo. E mentre il suo lavoro lo porta a raccontare le eccellenze sportive italiane su palcoscenici prestigiosi, resta anche il legame con Crotone, la sua terra, da cui tutto è cominciato. La sua carriera non ha mai cancellato questo legame. Con Massimo, all'indomani di questi importanti eventi, abbiamo chiacchierato anche sul futuro dei giovani e delle opportunità che possono nascere proprio dai territori. Perché la crescita di un atleta non comincia necessariamente nelle grandi società o nelle Nazionali. Spesso parte dai campi di provincia, dalle società sportive locali, dagli allenatori e dalle famiglie che accompagnano i ragazzi. È lì che si costruiscono le basi di un percorso che, per alcuni, può arrivare fino ai massimi livelli. E Massimo ama raccontare anche queste storie.

V. R.

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