(Foto) Il giro agli altari della reposizione, una tradizione che continua ad attrarre

Nel silenzio del Giovedì Santo chiese aperte e pellegrinaggi tra devozione, spiritualità e un rito che resiste al tempo

A cura di Redazione
02 aprile 2026 21:32
(Foto) Il giro agli altari della reposizione, una tradizione che continua ad attrarre   - Foto: Redazione
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Nel silenzio raccolto della sera del Giovedì Santo, quando le chiese si svuotano dopo la Messa in Coena Domini, prende vita una delle tradizioni più sentite e partecipate della Settimana Santa: il giro agli altari della reposizione (comunemente "sepolcri", ma non sono sepolcri). Un rito antico, tramandato di generazione in generazione, che continua ancora oggi ad attrarre fedeli, curiosi e intere famiglie.

Le luci soffuse, i fiori, i drappi bianchi e dorati, i segni eucaristici: ogni altare, da Sant'Antonio, Santa Chiara, San Giuseppe, Chiesa dell'Immacolata racconta una storia. Non è solo un percorso tra chiese diverse, ma un cammino interiore, fatto di soste, silenzi e preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

Il giro agli altari diventa così un pellegrinaggio che attraversa quartieri e che conserva ancora il suo fascino e la sua preghiera.

Ancora oggi, nonostante i cambiamenti sociali e culturali, questa pratica conserva la forza, soprattutto al sud. Le file davanti agli altari della reposizione, le chiese aperte fino a tarda sera, il continuo via vai di persone testimoniano quanto sia viva questa devozione.

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