(Foto) Il giro agli altari della reposizione, una tradizione che continua ad attrarre
Nel silenzio del Giovedì Santo chiese aperte e pellegrinaggi tra devozione, spiritualità e un rito che resiste al tempo
Nel silenzio raccolto della sera del Giovedì Santo, quando le chiese si svuotano dopo la Messa in Coena Domini, prende vita una delle tradizioni più sentite e partecipate della Settimana Santa: il giro agli altari della reposizione (comunemente "sepolcri", ma non sono sepolcri). Un rito antico, tramandato di generazione in generazione, che continua ancora oggi ad attrarre fedeli, curiosi e intere famiglie.
Le luci soffuse, i fiori, i drappi bianchi e dorati, i segni eucaristici: ogni altare, da Sant'Antonio, Santa Chiara, San Giuseppe, Chiesa dell'Immacolata racconta una storia. Non è solo un percorso tra chiese diverse, ma un cammino interiore, fatto di soste, silenzi e preghiera davanti al Santissimo Sacramento.
Il giro agli altari diventa così un pellegrinaggio che attraversa quartieri e che conserva ancora il suo fascino e la sua preghiera.
Ancora oggi, nonostante i cambiamenti sociali e culturali, questa pratica conserva la forza, soprattutto al sud. Le file davanti agli altari della reposizione, le chiese aperte fino a tarda sera, il continuo via vai di persone testimoniano quanto sia viva questa devozione.