“Fortunata di Dio”, il Teatro Rendano applaude l’opera su Natuzza Evolo

Prima nazionale a Cosenza per lo spettacolo dedicato alla mistica di Paravati: applausi e commozione per il cast guidato da Andrea Ortis e Annalisa Insardà

A cura di Redazione
24 maggio 2026 16:00
“Fortunata di Dio”, il Teatro Rendano applaude l’opera su Natuzza Evolo -
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COSENZA Una lunga standing ovation ha salutato al Teatro Rendano di Cosenza la prima nazionale di “Fortunata di Dio”, l’opera teatrale dedicata alla vita di Natuzza Evolo, la mistica calabrese nata e vissuta a Paravati di Mileto, proclamata nel 2019 Serva di Dio e per la quale è in corso la causa di beatificazione.

Una serata intensa e carica di emozioni, in cui fede, devozione e identità calabrese si sono intrecciate in uno spettacolo che ha conquistato il pubblico del teatro cosentino. L’opera, scritta da Andrea Ortis e Ruggero Pegna, rispettivamente anche regista e produttore, con musiche originali di Francesco Perri, ha ottenuto il patrocinio e la collaborazione della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime fondata dalla stessa Natuzza.

Sul palco, Andrea Ortis ha guidato il racconto con grande intensità scenica, confermando il suo stile capace di fondere tradizione e innovazione teatrale. Applauditissima anche Annalisa Insardà, protagonista nei panni di “mamma Natuzza”, capace di restituire al pubblico la figura della mistica attraverso movenze, voce e inflessioni dialettali che hanno reso ancora più autentica l’interpretazione.

Lo spettacolo ha ripercorso la vita della donna umile e analfabeta a cui sono stati attribuiti fenomeni mistici straordinari, dalle stigmate alle emografie, fino alle apparizioni e ai dialoghi con la Madonna, Gesù e i santi. Momenti che hanno emozionato profondamente la platea, trascinata da scene suggestive e da una narrazione intensa e coinvolgente.

Applausi anche per il resto del cast: da gipeto, interprete del Cardinale e del demonio, fino a Leonardo Mazzarotto nel ruolo di Don Marco, Federica Zazzaretta, Michele Radice e il giovane Luca Attadia. Fondamentale anche il contributo musicale dal vivo con Francesco Perri al pianoforte, accompagnato da Pierpaolo Greco al violoncello, Stefano De Marco alle chitarre, Michele Potenza alle percussioni ed Enza Cristofaro alla voce.

Le scenografie mobili firmate da Lele Moreschi e realizzate da Filippo Iezzi hanno accompagnato i continui cambi di ambientazione, mentre il light e visual design di Virginio Levrio ha ricreato sul palco atmosfere di grande impatto, tra cui la scena dell’apparizione della Madonna e la ricostruzione della Villa della Gioia e del Santuario di Paravati.

L’opera si è avvalsa anche della consulenza di Gianmario Pagano e del giornalista Rai Pino Nano, autore negli anni di numerose interviste a Natuzza Evolo. Al termine dello spettacolo, Andrea Ortis e Ruggero Pegna hanno ringraziato il pubblico visibilmente commossi.

“La società moderna ha sostituito il credere con il dimostrare – ha dichiarato Andrea Ortis – la bellezza dell’amore incondizionato con il bisogno della prova. Natuzza in questo non è solo moderna, ma rivoluzionaria, con una rivoluzione fatta di silenzio, ascolto e maternità”.

Emozionato anche Ruggero Pegna, legato personalmente alla mistica di Paravati, che ha attribuito alle preghiere di “mamma Natuzza” la sua guarigione da una leucemia fulminante.

In teatro erano presenti anche alcuni familiari della mistica, tra cui le nipoti Fortunata Nicolace ed Ermelinda Evolo, oltre ai rappresentanti dei partner che hanno sostenuto il progetto.

Dopo il debutto di Cosenza, “Fortunata di Dio” ripartirà in autunno con nuove tappe previste a Reggio Calabria e Catanzaro.

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