Foce del Crati, il monitoraggio scientifico conferma la qualità dell’ecosistema
I dati dell’ultima campagna condotta dalle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati certificano il buono stato ecologico dell’area e il valore della tutela ambientale basata sulla ricerca
Tarsia – La migliore tutela dell'ambiente non si misura con le percezioni, ma con i dati. E quelli che arrivano dall'ultima campagna di monitoraggio della Foce del Crati raccontano una buona notizia per la Calabria: uno degli ecosistemi umidi più importanti del Mediterraneo continua a conservare un elevato livello di qualità ecologica. Acque in equilibrio, ottima capacità di autodepurazione, valori compatibili con la conservazione della biodiversità e assenza di fenomeni di eutrofizzazione confermano che investire nella tutela scientifica degli habitat produce risultati concreti e misurabili. È questa la dimostrazione che il patrimonio naturalistico della Calabria, se gestito con continuità, ricerca e programmazione, può diventare la risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, la qualità della vita e la competitività dei territori.
MONITORAGGIO COSTANTE, STRUMENTO FONDAMENTALE DI GESTIONE
È quanto fa sapere il direttore delle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, Agostino Brusco, illustrando i risultati dell'ultima campagna di monitoraggio ambientale condotta dall'Ente gestore nell'area di transizione della Foce del Crati e nei tratti di mare prospicienti la Riserva ricadenti nei comuni di Corigliano-Rossano e Cassano Jonio. Un'attività che le Riserve portano avanti da oltre vent'anni e che rappresenta uno degli strumenti più importanti per conoscere lo stato di salute degli ecosistemi, orientare la programmazione degli interventi e verificare nel tempo l'efficacia delle azioni di conservazione.
ANALISI SCIENTIFICHE SECONDO GLI STANDARD EUROPEI
L'indagine, effettuata esclusivamente per valutare lo stato ecologico delle acque della Riserva e non ai fini della balneazione, è stata condotta secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 152/2006, che recepisce la Direttiva Quadro Europea sulle Acque 2000/60/CE. Oltre ai principali parametri chimico-fisici previsti dalla normativa, compreso il parametro Escherichia coli, il monitoraggio ha preso in esame anche gli indicatori biologici ed ecologici utilizzati da anni dall'Ente, tra cui l'Indice Biotico Esteso, l'Indice di Funzionalità Fluviale, l'Indice Macrofitico, le analisi dei sedimenti e gli studi di bioaccumulo sulle comunità ittiche.
ACQUE IN EQUILIBRIO, OSSIGENO OTTIMALE E NUTRIENTI SOTTO CONTROLLO
I tre campionamenti effettuati delineano un quadro complessivamente positivo. Le acque presentano una buona capacità di autodepurazione, valori chimico-fisici pienamente compatibili con il mantenimento delle comunità biologiche, una moderata presenza di nutrienti e una limitata richiesta biochimica di ossigeno. I livelli di ossigeno disciolto risultano ottimali per la vita acquatica, mentre le concentrazioni di azoto e fosforo si mantengono contenute, escludendo fenomeni di eutrofizzazione e confermando il buono stato ecologico della componente idrica e degli ecosistemi direttamente collegati.
UN ECOSISTEMA UNICO CHE CONTINUA A DIMOSTRARE LA SUA RESILIENZA
L'area monitorata rappresenta uno dei sistemi naturali più preziosi della Calabria. Qui l'incontro tra acque dolci e marine genera un ecosistema di transizione di straordinario valore naturalistico, impreziosito dalla presenza del bosco igrofilo di pianura, uno degli ultimi lembi superstiti delle antiche foreste planiziali della Piana di Sibari. La qualità delle acque costituisce uno degli elementi fondamentali per garantire l'equilibrio di questo patrimonio di biodiversità e la sopravvivenza delle numerose specie animali e vegetali che lo caratterizzano.
TUTELARE LA NATURA SIGNIFICA INVESTIRE SUL FUTURO DELLA CALABRIA
La tutela delle Riserve - conclude Brusco - non rappresenta soltanto un obiettivo di conservazione ambientale, ma un investimento sul capitale naturale della Calabria, capace di generare benefici per la biodiversità, la ricerca scientifica, la qualità della vita e uno sviluppo realmente sostenibile del territorio. Una visione che continua a fare delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del Crati uno dei principali laboratori naturali della regione e un modello di gestione fondato sulla conoscenza, sulla programmazione e sulla responsabilità verso il futuro.