Feroleto, esperti da tutto il mondo: “No amputazioni nel piede diabetico”

Al congresso internazionale focus su prevenzione, rivascolarizzazione e medicina rigenerativa per salvare gli arti dei pazienti diabetici

A cura di Redazione
25 maggio 2026 16:00
Feroleto, esperti da tutto il mondo: “No amputazioni nel piede diabetico” - Foto Uff. Stampa Mda comunicazione33
Foto Uff. Stampa Mda comunicazione33
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Feroleto - L’obiettivo è chiaro: “amputation-free”, nessuna amputazione. È questo il messaggio lanciato nel corso del primo congresso internazionale sul piede diabetico in Italia, ospitato in Calabria, a Feroleto Antico, presso il THotel, dove specialisti provenienti da diversi Paesi del mondo e da tutta Italia si sono confrontati sulle più moderne strategie di prevenzione e cura dell’arteriopatia diabetica.

L’arteriopatia diabetica rappresenta infatti una delle complicanze più gravi del diabete, provocando l’ostruzione delle arterie e riducendo l’afflusso di sangue agli arti inferiori. Nei pazienti diabetici la patologia tende a progredire rapidamente, interessando spesso le arterie al di sotto del ginocchio e aumentando il rischio di ulcere e amputazioni.

A presiedere il congresso è stato il dottore Christian Baraldi, cardiochirurgo esperto in salvataggio d’arto ischemico e piede diabetico arteriopatico, tra i pochi in Italia ad effettuare interventi di rivascolarizzazione sino alle arterie del piede. L’evento è stato promosso da un comitato scientifico internazionale.

Nel corso delle due giornate di lavori scientifici sono stati affrontati gli aspetti fisiopatologici, clinici, preventivi e terapeutici legati alla sindrome del piede diabetico, seguendo le più recenti linee guida e le evidenze scientifiche internazionali.

Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione, considerata fondamentale per evitare complicanze gravi, attraverso il controllo rigoroso della glicemia, dei fattori di rischio cardiovascolare come colesterolo e pressione alta e la cura quotidiana del piede.

Gli specialisti intervenuti hanno illustrato le strategie più innovative per il salvataggio dell’arto, basate su un approccio multidisciplinare integrato che comprende diagnosi precoce, rivascolarizzazione chirurgica o endovascolare per ripristinare il flusso sanguigno, terapia antibiotica mirata e medicina rigenerativa.

Tra i temi trattati anche le nuove frontiere terapeutiche, con focus su chirurgia conservativa, gestione delle deformità ossee, medicazioni avanzate e terapie rigenerative come cellule mononucleate, plasma ricco di piastrine, aminoacidi e innesti di cellule autologhe.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata al supporto psicologico per i pazienti e le famiglie, considerata la natura altamente invalidante della patologia, il dolore cronico e il rischio elevato di depressione, soprattutto nei casi più complessi.

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