Falda contaminata sotto il termovalorizzatore, Gaetano chiede tutti gli atti
Il consigliere comunale sollecita trasparenza sulla presenza di arsenico, ferro, manganese e solfati: «Crotone ha diritto di sapere»
CROTONE – Accesso immediato agli atti e massima chiarezza sulla possibile contaminazione della falda acquifera nell’area del termovalorizzatore A2A di Crotone. Il consigliere comunale Alfonso Gaetano ha depositato un’articolata richiesta di documentazione per acquisire un quadro completo sui recenti dati di monitoraggio e sulle eventuali criticità ambientali rilevate.
Secondo quanto riportato nell’istanza, i monitoraggi avrebbero evidenziato nell’area interessata la presenza di arsenico, ferro, manganese, solfati e altri parametri oltre i valori di riferimento. Per questo motivo, Gaetano chiede ora di poter accedere all’intera documentazione disponibile.
La richiesta, presentata ai sensi dell’articolo 43 del Testo unico degli enti locali, riguarda i referti analitici dei campionamenti, le planimetrie e la localizzazione dei piezometri, le relazioni tecniche di A2A, ARPACAL, Regione Calabria e ASP, gli atti delle Conferenze dei Servizi, la documentazione relativa all’AIA, gli studi e le relazioni idrogeologiche e le comunicazioni intercorse tra gli enti competenti.
«Non possiamo permettere che informazioni così delicate restino frammentarie o non pienamente condivise con il Consiglio Comunale – afferma Alfonso Gaetano –. Serve trasparenza totale: vogliamo conoscere i dati, i superamenti rilevati, le valutazioni effettuate dagli enti competenti, le eventuali responsabilità e soprattutto quali misure siano state adottate per affrontare la situazione. La città ha il diritto di sapere».
La zona interessata ricade nel Sito di Interesse Nazionale di Crotone, un territorio già segnato da una lunga e complessa vicenda ambientale. Proprio per questo, secondo il consigliere comunale, ogni nuova criticità dovrà essere affrontata «con il massimo rigore», evitando tanto le minimizzazioni quanto gli allarmismi e basando ogni valutazione su dati scientifici e documenti ufficiali.
Tra i punti sui quali viene chiesto un chiarimento vi sono l’effettiva estensione dell’eventuale contaminazione, l’origine degli inquinanti, l’evoluzione del fenomeno e le possibili conseguenze ambientali, oltre alle misure di prevenzione e di messa in sicurezza eventualmente già adottate.
Gaetano chiede inoltre all’Amministrazione comunale di Crotone di riferire puntualmente sulle iniziative assunte fino a oggi e sulle ulteriori azioni che intende mettere in campo nell’ambito delle proprie competenze, in coordinamento con gli enti responsabili della tutela ambientale e sanitaria.
L’istanza prevede la trasmissione in formato digitale di tutta la documentazione disponibile ed è stata inviata, per opportuna conoscenza, anche al presidente della Commissione Ambiente, affinché la questione possa essere affrontata formalmente in sede consiliare.
Il consigliere ritiene infatti opportuno convocare in Commissione i responsabili dell’Ufficio Ambiente del Comune di Crotone, l’assessore regionale all’Ambiente, i vertici di ARPACAL e gli altri soggetti istituzionali eventualmente competenti, con l’obiettivo di acquisire direttamente tutte le informazioni necessarie e ricostruire un quadro completo e aggiornato della situazione.
«Su una questione ambientale così importante non possono esserci zone d’ombra – conclude Gaetano –. Prima di tutto vengono la tutela del territorio, la trasparenza amministrativa e il diritto dei cittadini a conoscere ciò che sta accadendo».