Ex Abramo-Konecta, M5S: «Chiarezza sui 650 lavoratori, intervenga la Regione»

Scutellà e Barbuto: finito il progetto sulla digitalizzazione delle cartelle cliniche, torna l’incertezza. A rischio occupazionale Crotone, Rende e Settingiano

A cura di Redazione
04 marzo 2026 18:41
Ex Abramo-Konecta, M5S: «Chiarezza sui 650 lavoratori, intervenga la Regione» - Foto: Redazione
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Torna l’allarme sul futuro occupazionale dei lavoratori Konecta, provenienti dall’ex Abramo Customer Care, dopo la conclusione delle attività legate alla digitalizzazione delle cartelle cliniche commissionata dalla Regione Calabria. Una situazione che riguarda circa 650 lavoratori calabresi e che, secondo il Movimento 5 Stelle, richiede un intervento immediato delle istituzioni.

A sollevare la questione sono i consiglieri regionali Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, che chiedono chiarezza sul futuro del progetto e sulle prospettive industriali dell’azienda. La preoccupazione nasce dal fatto che l’accordo siglato il 19 dicembre 2024 era stato presentato come una soluzione in grado di garantire continuità lavorativa e stabilità per i dipendenti coinvolti.

«La situazione che coinvolge i lavoratori Konecta, provenienti dall’ex Abramo Customer Care, torna a destare forte preoccupazione. Parliamo di circa 650 lavoratori calabresi che rischiano di trovarsi nuovamente in una condizione di incertezza occupazionale», dichiarano i due esponenti del Movimento 5 Stelle.

Secondo Scutellà e Barbuto, la conclusione delle attività legate al progetto di digitalizzazione e la prospettiva del ricorso alla cassa integrazione riportano centinaia di lavoratori in una fase di forte instabilità. «L’accordo siglato il 19 dicembre 2024 – spiegano – era stato presentato come una soluzione in grado di garantire continuità lavorativa e una prospettiva industriale stabile per i dipendenti coinvolti».

La vicenda, sottolineano le due consigliere regionali, riguarda territori già segnati da difficoltà economiche e sociali. «È una situazione che coinvolge non solo i lavoratori e le loro famiglie, ma anche il futuro occupazionale di territori come Crotone, Rende e Settingiano».

Da qui l’appello alla Regione Calabria, chiamata ad assumere un ruolo attivo nella gestione della vertenza. «La Regione Calabria non può limitarsi ad assistere a questa situazione. È necessario attivarsi immediatamente nelle sedi istituzionali competenti affinché vengano rispettati gli impegni assunti e si individuino soluzioni concrete per garantire la tutela dei lavoratori e la continuità occupazionale», concludono Scutellà e Barbuto

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