Elisoccorso in Calabria, Elitaliana reclama quasi 10 milioni: servizio a rischio
L'ultima fattura pagata risale a febbraio 2026. La società segnala l'impossibilità di continuare ad anticipare le spese e chiede ad Asp di Cosenza e Regione di intervenire
CALABRIA - Il servizio di elisoccorso regionale rischia di fermarsi a causa dei mancati pagamenti. A lanciare l'allarme è Elitaliana, la società che gestisce il servizio in Calabria, che attraverso una comunicazione ufficiale indirizzata all'Asp di Cosenza e alla Regione ha segnalato l'impossibilità di continuare a sostenere autonomamente i costi dell'attività.
Secondo quanto riportato nella nota, l'ultima fattura regolarmente pagata risale a febbraio 2026. Da oltre otto mesi, dunque, la società starebbe anticipando le risorse necessarie per garantire il funzionamento del servizio, dalle spese per il carburante alla disponibilità del personale altamente specializzato, fino alla manutenzione degli aeromobili.
La somma reclamata ammonta a quasi 10 milioni di euro. Una cifra che, secondo la società, non può essere ulteriormente anticipata per un periodo indefinito, soprattutto considerando la natura essenziale del servizio.
La situazione desta particolare preoccupazione per una regione come la Calabria, caratterizzata da un territorio esteso, con numerose aree montuose e centri abitati difficilmente raggiungibili. In questo contesto l'elisoccorso rappresenta uno strumento fondamentale per intervenire rapidamente nelle emergenze, soprattutto nelle zone interne e nei territori dove i tempi di percorrenza delle ambulanze possono risultare particolarmente lunghi.
Nella denuncia viene evidenziata anche la fragilità del sistema di emergenza territoriale, con riferimenti ai ritardi dei mezzi di soccorso, alla carenza di personale medico a bordo di alcune ambulanze e alla necessità di mezzi e attrezzature adeguati.
La vicenda assume anche una dimensione politica. Nel mirino finisce la gestione delle priorità regionali, con un riferimento alle iniziative per incentivare il ripopolamento dei borghi interni. «Perché disperdere energie e fondi in mille rivoli quando i problemi maggiori, in questa terra, sono ben altri?», è la domanda contenuta nella presa di posizione.
La richiesta rivolta all'Asp di Cosenza e alla Regione Calabria è di reperire immediatamente le risorse necessarie per garantire la continuità del servizio, fondi che, secondo quanto sostenuto nella nota, erano già stati pattuiti prima dell'avvio dell'attività.
La questione resta ora legata alla capacità delle istituzioni di sbloccare i pagamenti e scongiurare un'interruzione di un presidio sanitario strategico per l'intero territorio calabrese.