Elezioni, Voce lancia il guanto: “Senza consenso personale non si va da nessuna parte”

A quasi cento giorni dalla presentazione delle liste, il sindaco di Crotone usa i numeri, la memoria del 2020 e una punta di ironia per ridimensionare annunci e ambizioni degli avversari

A cura di Redazione
04 gennaio 2026 12:00
Elezioni, Voce lancia il guanto: “Senza consenso personale non si va da nessuna parte” -
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A quasi cento giorni dalla presentazione delle liste, se i candidati a sindaco ancora non si vedono, un motivo – secondo Vincenzo Voce – c’è eccome. Il sindaco di Crotone, parlando apertamente della competizione elettorale che si avvicina, non usa giri di parole e affida ai numeri, all’esperienza e a una sottile ironia il messaggio rivolto agli altri potenziali protagonisti della corsa.

“La sfida non sarà semplice e questa volta si rischia di fare veramente una brutta figura”, osserva Voce, lasciando intendere che annunci, autocandidature e proclamazioni premature non bastano a costruire una proposta credibile. Un’affermazione che pesa ancora di più perché accompagnata da un richiamo diretto al passato: “Lo dico con cognizione di causa, è già successo con la mia elezione a sindaco nel 2020”.

Il punto centrale del ragionamento è chiaro: senza consenso personale non ci saranno liste e candidati che tengano. Un concetto che Voce estende anche ai consiglieri comunali, destinati – come sempre – a essere numerosi, ma non tutti premiati dalle urne. Qui l’ironia si fa più tagliente e concreta: chi sceglie di candidarsi in una coalizione con un sindaco perdente, rischia di restare fuori anche con 500 voti.

Numeri alla mano, il sindaco ricorda che su 32 consiglieri comunali da eleggere, almeno 20 andranno alla coalizione del sindaco vincente, mentre i restanti 12 dovranno essere spartiti tra tutte le altre coalizioni. Uno scenario che, a suo avviso, rende poco credibile l’idea di un candidato capace di superare da solo il 50% dei voti di lista, con il rischio concreto di un sindaco eletto senza maggioranza.

Il paragone con il 2020 è, ancora una volta, emblematico e volutamente pungente: con il sindaco Voce vennero eletti consiglieri comunali con appena 85 voti, evento mai verificatosi prima, mentre con gli altri candidati sindaco rimasero fuori aspiranti consiglieri forti di 400 o 500 preferenze. Un modo, neanche troppo velato, per ricordare che la vittoria di una coalizione cambia radicalmente il destino politico di chi ne fa parte.

Infine, il messaggio politico diventa anche una risposta preventiva agli avversari: “La coalizione che sosterrà la mia candidatura questa volta sarà molto più forte rispetto al 2020”, assicura Voce, aggiungendo con tono ironico che non saranno certo gli annunci di questo o di quel candidato a fermarla.

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