Dulbecco Catanzaro, fondi e stop indennità: sindacati chiedono confronto

Fials e Nursind denunciano disparità sui fondi e lo stop alla vestizione: chiesto intervento urgente per evitare tensioni e fuga di personale

A cura di Redazione
01 aprile 2026 12:00
Dulbecco Catanzaro, fondi e stop indennità: sindacati chiedono confronto -
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I sindacati alzano la voce sulla gestione dei fondi all’Azienda ospedaliero universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni per evitare quello che definiscono un rischio concreto di tensioni sociali e possibili comportamenti antisindacali.

A firmare il documento inviato al Prefetto di Catanzaro, al commissario di Azienda Zero, al Dipartimento Sanità della Regione Calabria e, per conoscenza, al commissario straordinario della “Dulbecco”, sono Dario Rizzo per la Fials provinciale e Nino Critelli per il Nursind territoriale.

«Una immediata convocazione atta a scongiurare eventuali gravi ingiustizie sociali e comportamenti antisindacali» chiedono i rappresentanti sindacali, richiamando esplicitamente l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.

Nel mirino delle due sigle, in particolare, la scelta dell’azienda di destinare circa 940mila euro agli “incarichi di funzione”, una misura che – sostengono – riguarderebbe solo il 5% del personale, circa 110 dipendenti, lasciando invece fuori il restante 95%, pari a oltre 2300 lavoratori.

Secondo Fials e Nursind, questa impostazione rischia di produrre effetti pesanti: «Il restante personale si ritroverà con gli stipendi bloccati per oltre dieci anni» a causa dell’azzeramento dei fondi legato all’attivazione annuale dei differenziali economici professionali.

Al centro della protesta anche la sospensione del pagamento per la “vestizione e svestizione”, che i sindacati definiscono «grave sospensione economica» avvenuta unilateralmente da marzo 2026, nonostante precedenti accordi migliorativi e il riconoscimento fino a febbraio dello stesso anno.

«La sospensione è avvenuta senza alcun accordo sindacale», evidenziano Rizzo e Critelli, ricordando che in precedenza era stata avanzata anche la richiesta di estendere il beneficio a tutto il personale.

Infine, un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il possibile esodo del personale sanitario: i sindacati chiedono infatti di verificare «se risulti vero che il 50% del personale infermieristico abbia chiesto la mobilità o il trasferimento verso altre aziende».

Una situazione che, secondo Fials e Nursind, impone un confronto urgente con le istituzioni per evitare un’escalation di tensioni all’interno della struttura sanitaria catanzarese

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