Diocesi di Catanzaro, Maniago: “Pasqua cambia la vita e vince la paura”

La Veglia a Catanzaro richiama i credenti: speranza concreta, bene che vince il male e una fede che diventa vita quotidiana e responsabilità

A cura di Redazione
06 aprile 2026 19:00
Diocesi di Catanzaro, Maniago: “Pasqua cambia la vita e vince la paura” - Foto: Redazione
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Nella Basilica Maria SS. Immacolata di Catanzaro, durante la solenne Veglia Pasquale, l’Arcivescovo Metropolita Claudio Maniago ha consegnato alla comunità diocesana un messaggio chiaro e attuale: la Pasqua non è solo celebrazione, ma trasformazione concreta della vita. La morte non è l’ultima parola, ma lo è la vita, la resurrezione, Gesù Cristo. Un annuncio che attraversa il tempo e che, se accolto davvero, può cambiare dalle fondamenta l’esistenza.

Nel cuore della notte pasquale, il Risorto si presenta come risposta alla paura che segna la vita personale e collettiva. Non c’è ombra capace di spegnere la speranza, perché Cristo ha vinto le tenebre e continua a camminare accanto al suo popolo. Una speranza che non è astratta, ma concreta, capace di incidere nella quotidianità.

L’Arcivescovo ha poi richiamato uno dei rischi più diffusi del nostro tempo: l’indifferenza. Un atteggiamento che rende tutto automatico e superficiale, svuotando anche la Pasqua del suo significato più profondo. Si diventa assuefatti, incapaci di cogliere la novità del Vangelo e la sua forza trasformante.

L’immagine del cero pasquale, che illumina progressivamente la chiesa, diventa così simbolo della resurrezione: una luce discreta, non spettacolare, che cresce nel silenzio e guida il cammino. Una fede autentica, dunque, non rumorosa ma perseverante, capace di farsi strada anche nella fragilità.

Celebrare la Pasqua significa anche cambiare logica: non rispondere al male con il male, ma vincerlo con il bene. È una conversione che parte dal cuore e si traduce in gesti concreti. Ogni scelta di bene arricchisce l’umanità, mentre ogni cedimento al male la impoverisce.

Infine, il messaggio si apre alla missione. I credenti sono chiamati a diventare costruttori di speranza, soprattutto verso chi vive nella sofferenza: i poveri, gli oppressi, le vittime della violenza, le donne ferite, i bambini maltrattati, chi è solo o scoraggiato. Una speranza che passa attraverso la vita quotidiana, nelle parole e nelle azioni.

Non un rito da ripetere, dunque, ma una vita da cambiare. È questo il cuore dell’annuncio affidato alla Chiesa di Catanzaro-Squillace: lasciarsi raggiungere dal Risorto per diventare segni concreti di una speranza che non delude.

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