Digitalizzazione cartelle sanitarie, Confial chiede un tavolo urgente

Tomaino scrive a Occhiuto e Calabrese: a rischio 74 lavoratori già scaduti e oltre 900 famiglie coinvolte nel progetto

A cura di Redazione
16 giugno 2026 18:30
Digitalizzazione cartelle sanitarie, Confial chiede un tavolo urgente - Foto: Redazione
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La CONF.I.A.L. Calabria chiede un confronto immediato con la Regione Calabria per affrontare la crisi che sta investendo il progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie regionali. Il segretario confederale regionale Fabio Tomaino ha inviato una richiesta formale al presidente Roberto Occhiuto e all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese sollecitando la convocazione urgente di un tavolo istituzionale dedicato alle prospettive occupazionali e industriali dell’iniziativa.

Secondo il sindacato, il progetto, avviato il 1° gennaio 2025 e finanziato con circa 30 milioni di euro di risorse pubbliche, avrebbe dovuto rappresentare una concreta occasione di innovazione e sviluppo per il territorio calabrese. A distanza di appena quindici mesi, invece, la situazione si è profondamente deteriorata, fino all’attivazione della cassa integrazione straordinaria che coinvolge 654 lavoratori su una platea complessiva di circa 900 dipendenti distribuiti tra Crotone, Rende e Settingiano.

Particolarmente delicata viene definita la posizione dei 74 lavoratori a tempo determinato, i cui contratti sono scaduti il 18 maggio scorso. Molti di loro, sottolinea la CONF.I.A.L., arrivano da lunghi percorsi di precarietà e oggi rischiano di ritrovarsi senza occupazione e senza prospettive future.

Per l’organizzazione sindacale è necessario individuare in tempi rapidi soluzioni in grado di garantire la tutela occupazionale dei lavoratori interessati, definire strumenti di salvaguardia per l’intero bacino occupazionale coinvolto dalla crisi e fare chiarezza sulle reali prospettive industriali e organizzative del progetto.

La CONF.I.A.L. richiama inoltre l’attenzione sulle criticità che, secondo il sindacato, sarebbero state segnalate dai lavoratori e dall’organizzazione stessa già a partire dal luglio 2025. Questioni organizzative e gestionali che, sostiene il sindacato, impongono oggi un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti.

«Non è accettabile che siano i lavoratori a pagare il prezzo di errori, ritardi e disfunzioni che non sono loro imputabili. Così come non può essere accettato che un investimento pubblico di tale portata rischi di lasciare in eredità esclusivamente crisi occupazionale e precarietà, anziché sviluppo e lavoro stabile», dichiara Fabio Tomaino.

Il segretario regionale della CONF.I.A.L. ribadisce tuttavia di continuare a considerare valida l’impostazione originaria del progetto promosso dalla Regione.

«Abbiamo sempre riconosciuto il valore innovativo di questo progetto e continuiamo a credere che, attraverso un’assunzione condivisa di responsabilità, sia ancora possibile rilanciare un’iniziativa che può fare bene all’economia, all’occupazione e allo sviluppo dell’intera Regione. Rinunciarvi significherebbe perdere una delle più importanti occasioni di innovazione e crescita che la Calabria abbia avuto negli ultimi anni», aggiunge Tomaino.

Da qui la richiesta di una convocazione urgente del tavolo istituzionale, nella convinzione che il tempo delle valutazioni sia terminato e che le circa 900 famiglie coinvolte attendano risposte concrete sul proprio futuro lavorativo.

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