Dalle Marche a Cicala per imparare la cura: studenti in formazione a CasaPaese
Venticinque ragazzi dell’Istituto Donati di Fossombrone hanno concluso il percorso PCTO nella struttura della Fondazione Ra.Gi. ETS dedicata alle persone con demenza
Cicala - Si è concluso il percorso di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) che ha portato 25 studentesse e studenti dell'Istituto Donati di Fossombrone, in provincia di Pesaro Urbino, presso il centro CasaPaese di Cicala, struttura della Fondazione Ra.Gi. ETS dedicata alle persone con demenza.
I ragazzi, frequentanti il quinto anno dell'indirizzo professionale socio-sanitario e prossimi all'esame di maturità, hanno trascorso un periodo di formazione a diretto contatto con gli ospiti e gli operatori della struttura, vivendo un'esperienza che i loro stessi insegnanti hanno definito «qualcosa di meraviglioso, che fortifica l'animo e la persona».
«Per noi è stato molto importante far vivere ai ragazzi questo tipo di esperienza, perché ha permesso loro di entrare in contatto con una realtà e un territorio diversi da quelli in cui vivono quotidianamente. Ognuno di noi torna a casa con un bagaglio di arricchimento personale e professionale: gli anziani ospiti della struttura, con i loro sorrisi e le loro voci, hanno reso ogni giornata migliore della precedente.»I docenti accompagnatori
Gli insegnanti hanno sottolineato il valore di reciprocità che anima CasaPaese: «Loro arricchiscono noi e noi arricchiamo loro, nello spirito della gioia, della fraternità e della solidarietà».
CASAPAESE COME LABORATORIO FORMATIVO: LA VISIONE DI ELENA SODANO
Per la presidente della Fondazione Ra.Gi., Elena Sodano, l'arrivo dei ragazzi marchigiani conferma la vocazione educativa che CasaPaese sta assumendo su scala nazionale.
«Questi ragazzi hanno attraversato l'Italia per venire in un piccolo borgo della Calabria, e qui hanno trovato quello che nessun manuale può insegnare: il contatto vero con la persona, con la sua fragilità e con la sua dignità. A CasaPaese non si studia la demenza; si impara a stare dentro la vita delle persone, a rispettarne i tempi, i silenzi, i sorrisi. È questo il ribaltamento di prospettiva su cui abbiamo costruito il nostro modello: non adattare le persone ai servizi, ma adattare i servizi alla vita e ai bisogni delle persone. Quando un ragazzo di diciotto anni entra nelle nostre piazzette, si siede accanto a un ospite e scopre che quella persona, nonostante la malattia, è ancora pienamente una persona, lì accade qualcosa che segnerà per sempre il suo modo di intendere la cura e il lavoro sociale.»Elena Sodano, presidente Fondazione Ra.Gi. ETS
«Questi ragazzi sono arrivati dalle Marche, ci hanno trovato attraverso i social e hanno deciso di vivere l'esperienza viva e vera del nostro modello di cura. Questo ci dice che il territorio può curare qualunque fragilità, e che i borghi interni della Calabria, troppo spesso raccontati solo attraverso lo spopolamento e la marginalità, possono diventare luoghi di formazione, di innovazione e di speranza. L'accoglienza che la nostra terra sa esprimere è essa stessa uno strumento di cura: qui i ragazzi non sono stati semplici osservatori, ma sono diventati parte della nostra comunità. E torneranno a casa con una consapevolezza che nessuna aula scolastica avrebbe potuto trasmettere con la stessa forza.»Elena Sodano
LA VOCE DELLE STUDENTESSE
«Sono molto contenta di questa esperienza. All'inizio l'impatto è forte, perché non si è abituati a confrontarsi con certe situazioni nella propria quotidianità. Ma questa struttura, oltre a formarci a livello personale, ci forma a livello professionale.»Margherita, studentessa partecipante
Il percorso formativo conferma il ruolo crescente di CasaPaese come polo di formazione e sensibilizzazione per le nuove generazioni di professionisti del settore socio-sanitario, nonché come esempio di un modello replicabile che, secondo le parole della stessa Sodano, «si integra con il contesto in cui nasce, valorizzandone risorse, tradizioni e capitale umano».