(VIDEO) Dalla Villa al Teatro: i giornalisti crotonesi debuttano al chiuso
Il debutto al chiuso per i giornalisti crotonesi: “È morto il giornalismo, viva i giornalisti” conquista lo Scaramuzza e fa il pieno di solidarietà
Al Teatro Comunale “Vincenzo Scaramuzza” di Crotone la commedia dei giornalisti crotonesi ieri sera ha fatto il pieno di pubblico: il ricavato alla mensa dei poveri “Padre Pio da Pietralcina”
È un ritorno alle origini, ma con un passo nuovo: quello dentro un vero teatro. Al Teatro Comunale “Vincenzo Scaramuzza” di Crotone i giornalisti crotonesi hanno riportato in scena la loro prima commedia, “È morto il giornalismo, viva i giornalisti”, l’opera dell’esordio che negli anni è diventata un esperimento di solidarietà ormai consolidato in città. Dopo le rappresentazioni estive alla Villa Comunale di Crotone, il gruppo dei cronisti ha varcato per la prima volta la soglia del teatro al chiuso, trovando un pubblico numeroso e partecipe.
Sul palco è tornato lo “strano funerale” del collega Massimo Giacinto Carvelli, parodia ironica dei vizi e delle virtù della categoria giornalistica, ma anche specchio dei difetti e delle contraddizioni della società contemporanea, con un testo aggiornato all’attualità più recente, fino ai riferimenti alla politica internazionale. Una serata con il valore aggiunto della solidarietà: il ricavato della serata è stato destinato alla mensa dei poveri “Padre Pio da Pietralcina”, guidata da don Ezio Limina, presente sul palco insieme agli attori.
A guidare il progetto il regista Rodolfo Calaminici, che ha ricordato come «ci siamo divertiti tanto in questi anni e, comunque, abbiamo aiutato tante situazioni che avevano bisogno», sottolineando che «quando si inizia un’esperienza bisogna crederci fino in fondo». Il regista ha anche detto nella nostra intervista che all'inizio non sono mancati idubbi: «Qualcuno non aveva mai recitato prima, ma già dal primo spettacolo è stato chiaro che il gruppo funzionava».
A spiegare il senso del ritorno in scena della “prima volta” è stato Giacinto Massimo Carvelli, che ha ricordato come la compagnia abbia finora recitato sempre all’esterno, alla Villa Comunale di Crotone spiegando che «portare la commedia dentro un teatro vero è tutta un’altra atmosfera» e che «ripartire dall’opera dell’esordio è stato un modo per ritrovare lo spirito iniziale».
Tra i protagonisti anche Francesco Vignis, che ha raccontato il percorso di crescita del gruppo: «All’inizio c’era molta incertezza, nessuno di noi era abituato al palcoscenico», ma «prova dopo prova si è creato un gruppo vero», capace di affrontare insieme una sfida nuova. «Alla fine, quello che resta è l’aver fatto qualcosa di bello e utile», ha aggiunto.
Per Danila Esposito, attrice, quella portata in scena resta la commedia “del cuore”: «Siamo partiti da un canovaccio di Massimo Giacinto Carvelli, ma poi ognuno ci ha messo qualcosa di suo», rendendo ogni personaggio più vicino a chi lo interpretava. «È una commedia che sentiamo nostra», ha spiegato.
La serata si è chiusa con la presenza sul palco di don Ezio Limina e dei volontari della mensa dei poveri “Padre Pio da Pietralcina”. «In questi trent’anni – ha ricordato il sacerdote – i giornalisti ci sono sempre stati vicini». Applausi dunque alla solidarietà e a presto con la quarta commedia.