Dalla produzione alla cassa integrazione: Martedì alla Cittadella per chiedere risposte a Occhiuto

Dalla digitalizzazione delle cartelle cliniche alla cassa integrazione: ex Abramo verso Catanzaro per incontrare il presidente Roberto Occhiuto

A cura di Redazione
29 aprile 2026 20:30
Dalla produzione alla cassa integrazione: Martedì alla Cittadella per chiedere risposte a Occhiuto - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Hanno lavorato senza sosta fino al 10 aprile, ogni giorno, impegnati nella digitalizzazione delle cartelle cliniche degli ospedali calabresi. Poi, all’improvviso, la comunicazione: cassa integrazione. È la parabola vissuta dai lavoratori di Konecta, ex Lavoratori Abramo, che oggi si ritrovano con prospettive incerte e contratti sospesi o drasticamente ridotti.

Dal giorno successivo, infatti, la situazione è cambiata radicalmente: alcuni lavoratori resteranno in cassa integrazione fino al 18 maggio, con attività limitata a un solo giorno a settimana, altri invece fino a dicembre. Una decisione che ha acceso la mobilitazione, soprattutto dopo l’incontro in Prefettura, dove l’azienda avrebbe sostenuto l’assenza di una vera e propria vertenza.

Una posizione che ha lasciato sconcertati i dipendenti e le organizzazioni sindacali. Proprio per questo, martedì mattina, i lavoratori saranno davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro per chiedere un confronto diretto con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Questa sera, intanto, vi è stato un nuovo incontro tra il sindacato Confial, con Fabio Tomaino segretario provinciale, e i lavoratori per definire gli ultimi dettagli della mobilitazione.

Dal fronte sindacale arriva una lettura netta della situazione: l’azienda, pur negando la crisi, avrebbe avviato essa stessa le procedure di cassa integrazione straordinaria, beneficiando anche di risorse pubbliche per sostenerla. Una contraddizione che alimenta tensioni e interrogativi sul futuro occupazionale.

«Stiamo parlando di un’azienda che nega una crisi che essa stessa ha dichiarato. È Konecta che ha annunciato lo stato di crisi, è Konecta che ha chiesto l’attivazione della cassa integrazione straordinaria ed è Konecta che sta ricevendo risorse per finanziarla. Questo è solo un modo per evitare il merito della questione», spiega Tomaino.

L’iniziativa di martedì viene presentata come un momento di confronto e non di scontro: «Non è contro qualcuno, ma per qualcosa. Chiederemo al presidente della Regione lo stato dell’arte e le prospettive occupazionali dell’intero progetto. Se esiste una soluzione per i 74 lavoratori, allora esiste anche una prospettiva più ampia per circa 900 dipendenti distribuiti in tre territori calabresi».

Sulla presenza dell’azienda al tavolo, però, il clima è cambiato: «Oggi tra i lavoratori cresce la convinzione che Konecta non sia un interlocutore necessario. Dopo tre anni di progetti bruciati in quindici mesi, è difficile immaginare un rilancio con chi ha gestito finora il servizio».

L’obiettivo resta uno: ottenere risposte concrete dalle istituzioni regionali, a partire da un confronto diretto con il governatore o con l’assessorato al lavoro, per chiarire il futuro di centinaia di lavoratori calabresi rimasti sospesi tra attività ridotta e incertezza occupazionale.

Segui CalabriaOk