Dal parquet alla panchina: il sogno di Antonio Godino nella CCB Catanzaro
A soli 22 anni, l’ex giocatore è diventato assistente allenatore della squadra campione di Serie B femminile, costruendo un percorso di crescita e sacrificio dentro e fuori dal campo
Catanzaro - Tutto è iniziato a cinque anni, con un pallone tra le mani e il sogno di correre dietro a una passione che non lo avrebbe più abbandonato. Quattordici anni di basket giocato, tra emozioni, crescita personale e qualche infortunio che ha modificato il percorso. Ma proprio nei momenti più difficili, è arrivata l’opportunità di restare nel mondo della pallacanestro da un’altra prospettiva.
“Grazie al mio collega Danilo ho avuto l’occasione di continuare a vivere questo sport anche senza giocare. La pallacanestro per me è sempre stata una seconda casa”, racconta Antonio Godino, classe 2004, oggi assistente allenatore della CCB Catanzaro.
Quel bambino che correva sul parquet oggi si ritrova seduto in panchina, al fianco di una squadra che ha appena conquistato il titolo della Serie B femminile campana. Un traguardo che porta con sé orgoglio, emozione e consapevolezza.
“Essere assistente in una categoria come la Serie B è un vero onore. È un percorso iniziato tanti anni fa da giocatore e che oggi mi rende fiero di quello che sto diventando”, sottolinea Godino.
La crescita, spiega, passa ogni giorno dal confronto con figure di grande esperienza, dallo staff tecnico agli incontri che lasciano il segno. “Questa esperienza mi sta facendo crescere tantissimo. Ho la fortuna di lavorare con persone come Danilo e coach Ceroni, ma anche di confrontarmi con figure importanti come coach Andrea Capobianco. Sono partito da semplice giocatore e oggi sto costruendo qualcosa di importante insieme alla società.”
Se c’è una parola che riassume la stagione della CCB Catanzaro, quella parola è “sacrificio”. “Dalle ragazze fino allo staff, tutti abbiamo dato il massimo per arrivare dove siamo oggi”, afferma Godino.
Indimenticabile, per il giovane allenatore, la finale vinta contro Marigliano. “Per un allenatore giovane come me vincere un titolo così importante non è una cosa da poco. Ero emozionatissimo e davvero felice per il risultato ottenuto.”
Dietro il successo c’è non solo la tecnica, ma soprattutto l’unione del gruppo. “Le nostre ragazze sono forti, e quando giochiamo di squadra diventiamo inarrestabili. E poi sono persone speciali: abbiamo un bellissimo rapporto anche fuori dal campo; nonostante la mia giovane età mi hanno sempre rispettato nel ruolo di allenatore.”
Fondamentale, secondo Godino, è stato il lavoro quotidiano dello staff, capace di creare identità e senso di appartenenza. “Credo che sia stato proprio il lavoro di squadra tra staff e giocatrici a portarci a questo grande obiettivo.”
Ora l’attenzione è tutta rivolta alle finali nazionali per la promozione in Serie A2, ma l’approccio resta invariato: “Noi entriamo in campo per vincere ogni partita. Poi è normale trovare squadre più forti, ma il nostro obiettivo è dare tutto dalla prima all’ultima gara.”
E il senso più profondo di questo percorso è proprio qui: nella consapevolezza che anche una realtà piccola può costruire qualcosa di grande. “Per me è come vivere un sogno. Sono partito da giocatore di questa società e da allievo di Danilo, oggi mi ritrovo al suo fianco come allenatore. Giocarci per il secondo anno consecutivo una promozione in Serie A2 dimostra che anche una realtà come Catanzaro, con duro lavoro e voglia di fare, può farsi sentire e mostrare tutto il proprio valore.”