Dal fondale dei Parchi Marini all’algoritmo: a Isca l’AI studia la salute del mare

Al via la seconda Summer School sulla Posidonia oceanica: 14 partecipanti da Italia e Spagna tra immersioni scientifiche, laboratorio, biodiversità e intelligenza artificiale

A cura di Redazione
16 settembre 2026 12:00
Dal fondale dei Parchi Marini all’algoritmo: a Isca l’AI studia la salute del mare - Foto Uff. Stampa Ente parchi marini regionali calabria
Foto Uff. Stampa Ente parchi marini regionali calabria
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CATANZARO – Dalle immersioni scientifiche all’intelligenza artificiale, passando per il campionamento, le analisi di laboratorio e lo studio della biodiversità. È partita lunedì 14 settembre, nelle acque degli Scogli di Isca, la seconda edizione della Summer School “Innovazioni e Sfide Climatiche nella Biologia, Ecologia e Scienze Omiche di Posidonia oceanica”, organizzata dall’Università della Calabria nell’ambito della collaborazione con l’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria (EPMR).

Per una settimana, il mare diventa così un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove studiare gli effetti dei cambiamenti climatici e sperimentare nuovi strumenti per leggere lo stato di salute degli ecosistemi marini.

UNA SCUOLA CHE CRESCE E DIVENTA PATRIMONIO DEI PARCHI

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il direttore generale dell’EPMR Raffaele Greco, evidenziando come la seconda edizione rappresenti un ulteriore passo nel percorso avviato nel 2025 a Cirella.

Quest’anno la Summer School si sposta a Belmonte Calabro, utilizzando la sede dell’Ente e soprattutto il laboratorio naturale rappresentato dal Parco Marino degli Scogli di Isca.

Una scelta itinerante che consente di trasformare le diverse aree protette gestite dall’Ente in luoghi di formazione, ricerca e monitoraggio, mettendo direttamente a disposizione dei partecipanti gli ecosistemi marini calabresi.

EPMR E UNICAL, UNA COLLABORAZIONE CHE GUARDA AL FUTURO

La Summer School si inserisce in un rapporto già avviato tra EPMR e Università della Calabria, che comprende anche attività e progettualità legate al PNRR e che l’Ente punta a consolidare ulteriormente.

Il programma scientifico coinvolge il gruppo universitario che da anni studia la Posidonia oceanica e le scienze omiche, con la professoressa Silvia Mazzuca, del Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche dell’Unical e già direttrice della prima edizione della Summer School.

LA NOVITÀ: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER MISURARE LA BIODIVERSITÀ

La principale novità della seconda edizione è l'ingresso dell’intelligenza artificiale nelle attività di analisi.

Accanto ai metodi tradizionali di campionamento, alle analisi di laboratorio, alle scienze omiche e all’eDNA, i partecipanti utilizzeranno strumenti di AI per l’elaborazione dei dati e il calcolo degli indici di biodiversità.

L’obiettivo è approfondire come le nuove tecnologie possano affiancare il lavoro dei ricercatori nella valutazione della qualità ecologica degli ambienti marini.

Il programma prevede infatti una specifica sessione dedicata a modellistica, intelligenza artificiale e biodiversità, con l’elaborazione dei dati raccolti durante le attività sul campo.

LA POSIDONIA DIVENTA UN’AULA SOMMERSA

La parte centrale della formazione si svolge direttamente nell’ambiente oggetto di studio.

Le praterie di Posidonia oceanica degli Scogli di Isca diventano un’aula sommersa nella quale osservare la biodiversità, analizzare le trasformazioni dell’ecosistema e approfondire gli effetti dei cambiamenti climatici.

Al centro dello studio ci sono anche la capacità di resilienza delle specie autoctone e la presenza e l’evoluzione delle specie aliene.

Non soltanto teoria, dunque, ma conoscenza costruita attraverso campionamento, osservazione e analisi dei dati raccolti direttamente sott’acqua.

CINQUE IMMERSIONI SCIENTIFICHE E IL LAVORO IN LABORATORIO

Dopo la giornata inaugurale del 14 settembre, dedicata alla presentazione della scuola e alle prime lezioni sulla Posidonia oceanica e sugli indici di biodiversità, i partecipanti hanno affrontato la prima delle cinque immersioni scientifiche previste.

Il programma è iniziato con il campionamento quantitativo delle comunità bentoniche sessili presenti sulle pareti rocciose. Successivamente, nella sede dell’EPMR di Belmonte Calabro, il lavoro è proseguito con le attività di laboratorio e l’estrazione degli acidi nucleici dagli invertebrati marini.

Nei giorni successivi saranno analizzati anche la fauna vagile associata alle foglie e ai rizomi della Posidonia, il monitoraggio della biodiversità e i transetti bionomici, fino ad arrivare all’elaborazione dei dati attraverso modellistica e AI.

14 PARTECIPANTI DA ITALIA E SPAGNA

Sono 14 i partecipanti alla seconda edizione della Summer School, provenienti, oltre che dalla Calabria, anche da Liguria, Piemonte, Puglia e Marche, ai quali si aggiunge una delegazione proveniente dalla Spagna.

Una composizione che conferisce alla scuola una dimensione nazionale e internazionale e trasforma per una settimana Belmonte Calabro e gli Scogli di Isca in un punto d’incontro per la formazione e la ricerca scientifica sul Mediterraneo.

IL CORPO DOCENTE E LA RICERCA SUL CAMPO

Il corpo docente è composto da Amalia Piro, Faustino Scarcelli e Silvia Mazzuca dell’Università della Calabria, insieme a Maria Costantini della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e Valerio Zupo della sede di Ischia.

L’organizzazione locale coinvolge invece Mariateresa Rizzo Nervo per Isca Diving.

Le attività subacquee si svolgono nelle aree costiere attorno agli Scogli di Isca, tra Belmonte Calabro e Amantea, privilegiando le praterie più estese fino a circa 15 metri di profondità. Le lezioni e le esercitazioni vengono invece ospitate nella sede dell’Ente Parchi Marini Regionali a Belmonte.

FORMARE LE COMPETENZE PER I PARCHI DEL FUTURO

La Summer School punta anche alla formazione di competenze che potranno essere utilizzate nella gestione futura delle aree protette.

Studiare sul campo biodiversità, cambiamenti climatici, nuove tecnologie e strumenti di monitoraggio significa infatti preparare professionalità capaci di operare nei Parchi Marini Regionali e contribuire alla conoscenza e alla tutela del patrimonio naturale.

Le immersioni scientifiche sono inoltre valide ai fini dell’acquisizione di crediti formativi per i percorsi European Scientific Diver (ESD) e Advanced European Scientific Diver (AESD), contribuendo alla qualificazione di nuovi operatori scientifici subacquei.

L’OBIETTIVO: RENDERE LA SUMMER SCHOOL STRUTTURALE

L’obiettivo indicato dall’EPMR è guardare già alle prossime edizioni, rendendo la Summer School un appuntamento strutturale dell’Ente e continuando a farla viaggiare tra sedi e Parchi Marini.

Tra le prospettive c’è anche l’ampliamento progressivo dell’accessibilità rispetto all’attuale formula a numero chiuso, insieme al consolidamento del partenariato scientifico con l’Università della Calabria.

Dopo Cirella, dunque, la Summer School approda agli Scogli di Isca e traccia una rotta che unisce ricerca, formazione e tutela ambientale: portare la scienza dentro il mare, utilizzare anche l’intelligenza artificiale per interpretare i dati e trasformare i Parchi Marini non soltanto in luoghi da proteggere, ma in laboratori permanenti nei quali produrre conoscenza per proteggerli meglio.

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