Da una promessa mancata al successo: la storia dei Barbieri conquista Reggio Calabria
Enzo e Laura Barbieri hanno raccontato il legame con Altomonte all’Accademia del Tempo Libero, tra aneddoti familiari, cucina identitaria e sapori della tradizione calabrese
Una storia di famiglia, un legame profondo con il territorio e una passione per l’ospitalità che attraversa le generazioni. La famiglia Barbieri è stata protagonista a Reggio Calabria di un incontro organizzato dall’Accademia del Tempo Libero, trasformando un racconto personale in un’occasione per far conoscere Altomonte e le eccellenze gastronomiche calabresi.
Al centro della serata, Enzo Barbieri e la figlia Laura, chef e rappresentante della nuova generazione, che hanno ripercorso le tappe di un’esperienza imprenditoriale cresciuta nel tempo e diventata parte dell’identità del borgo cosentino.
Il racconto è partito da un episodio familiare rimasto nella memoria: la promessa fatta da Enzo alla fidanzata Patrizia, che circa sessant’anni fa, arrivando per la prima volta davanti all’Hotel Barbieri di Altomonte, gli chiese di giurarle che non sarebbero mai andati a vivere in quel luogo. Una promessa destinata a essere smentita appena due anni dopo, quando la coppia si stabilì proprio lì. Da quell’aneddoto è nata una vicenda che intreccia vita privata, lavoro e valorizzazione del territorio.
La storia dei Barbieri è diventata così il punto di partenza per riflettere sul valore dell’accoglienza e sulla capacità di trasformare un luogo in una destinazione riconoscibile. Un percorso costruito giorno dopo giorno, attraverso l’impegno familiare e la volontà di raccontare la Calabria anche attraverso la sua cucina.
Dalla storia ai fornelli, protagonisti i prodotti calabresi
La serata ha trovato uno dei suoi momenti più coinvolgenti nello show cooking, con Enzo e Laura impegnati nella preparazione di piatti capaci di valorizzare materie prime e produzioni regionali.
In tavola è arrivato un risotto preparato con riso Carnaroli di Sibari delle sorelle Magisa, ’nduja di Spilinga e fico dottato caramellato. Un abbinamento che ha messo insieme sapori diversi, esprimendo la varietà della tradizione gastronomica calabrese.
Grande curiosità anche per la preparazione degli zafarani cruschi, i peperoni rossi essiccati e fritti, simbolo della cucina del territorio. La dimostrazione ha coinvolto i presenti tra assaggi, domande e momenti di condivisione, confermando come il cibo possa diventare uno strumento di racconto culturale.
Ad accompagnare l’iniziativa è stata un’atmosfera di convivialità, arricchita dalla musica degli Alternativi e dalla partecipazione del pubblico.
Altomonte al centro di una storia che guarda al futuro
L’incontro ha rappresentato anche un’opportunità per promuovere Altomonte e stimolare l’interesse verso la scoperta diretta della città d’arte. L’entusiasmo registrato durante la serata ha aperto alla possibilità di organizzare visite sul territorio, per conoscere da vicino la realtà della famiglia Barbieri e il contesto nel quale si è sviluppata.
All’appuntamento ha dedicato attenzione anche la Rai, con la realizzazione di un servizio televisivo.
Dalla promessa pronunciata tanti anni fa alla costruzione di una realtà legata all’ospitalità e alla gastronomia, la vicenda dei Barbieri racconta come le scelte della vita possano prendere direzioni impreviste. E come, attraverso il lavoro e la valorizzazione delle proprie radici, una storia familiare possa diventare un’occasione per promuovere un intero territorio.