Cutro, imprenditori contro la ‘ndrangheta: il segnale di rottura col passato

Giovinazzo: «I germogli della legalità stanno fiorendo, non torniamo indietro»

A cura di Redazione
10 gennaio 2026 11:00
Cutro, imprenditori contro la ‘ndrangheta: il segnale di rottura col passato -
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Reati in calo, pressione investigativa costante e, soprattutto, un segnale di “rottura” col passato sul fronte della lotta alla criminalità organizzata: la collaborazione degli imprenditori.

A scattare la fotografia sullo stato della sicurezza nella provincia di Crotone è stato il colonnello Raffaele Giovinazzo, comandante provinciale dei carabinieri, durante la presentazione del bilancio operativo 2025. Dai dati emersi, l’Arma ha proceduto per il 76% dei reati commessi in provincia (3.281 su un totale di 4.316 denunce), segnando una flessione rispetto al 2024. In calo anche i reati predatori: i furti scendono a 623 (erano 688), con 77 casi scoperti, mentre l’attività di prevenzione ha portato al controllo di 30.000 mezzi e 41.000 persone, con quasi 14.500 servizi esterni effettuati.

Ma il dato più significativo, secondo Giovinazzo, riguarda la collaborazione attiva degli imprenditori contro la criminalità organizzata, in particolare nell’ambito dell’operazione Saulo. «Per la prima volta abbiamo registrato la collaborazione di imprenditori che operano anche a livello nazionale, non solo del singolo commerciante. Hanno scelto da che parte stare, denunciando e permettendo l’arresto dei quadri apicali delle locali di ‘ndrangheta di Strongoli e Cirò».

Un segnale che, secondo il comandante provinciale, rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati. «Questo fenomeno dimostra che anche nella nostra provincia si può investire in legalità – sottolinea Giovinazzo – e che probabilmente questo percorso ormai è stato intrapreso e non si torna indietro. Non voglio però sottovalutare quanto accaduto in passato: penso per esempio alle denunce di alcuni imprenditori di Cutro, che anche loro non devono essere lasciati soli. Questi germogli stanno fiorendo e dobbiamo seguirne la crescita».

L’azione dell’Arma, in sinergia con la Procura guidata da Domenico Guarascio, ha portato risultati concreti anche sul fronte della criminalità economica e sociale. Tra le operazioni più rilevanti, l’indagine sulla distrazione di fondi per oltre 3 milioni di euro al Comune di Savelli, la scoperta di falsi corsi di formazione scolastica e la rapida soluzione dell’omicidio di Filippo Verterame, con l’arresto di cinque persone.

Sul fronte della sicurezza quotidiana, Giovinazzo ha ricordato l’importanza della prevenzione: «Abbiamo prestato particolare attenzione durante le festività e le giornate di pagamento delle pensioni. L’attività di vigilanza esterna è silente, ma produce effetti concreti». L’Arma, inoltre, ha registrato un aumento dei casi di violenza di genere denunciati (132 nel 2025) e una lieve flessione delle truffe agli anziani, grazie anche alle campagne informative e ai protocolli locali.

Chiudendo il bilancio, il colonnello ha sottolineato: «229 arresti, 1.209 denunce. L’attività ha riguardato criminalità organizzata, reati contro il patrimonio, violenza di genere, truffe agli anziani e tutela ambientale. Ma il dato che mi preme sottolineare è la collaborazione degli imprenditori: per la prima volta hanno denunciato e permesso l’arresto dei quadri apicali locali. Questi germogli di legalità stanno fiorendo e dobbiamo conseguire questa crescita».

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