Crotone senz'acqua per tre giorni, sui social monta la rabbia dei cittadini
Turismo, attività e residenti alle prese con l'emergenza. Torna il dibattito sugli investimenti mai realizzati sulla rete idrica
La notizia dell'interruzione dell'erogazione idrica per circa tre giorni ha acceso la protesta sui social network. Centinaia di commenti, sfoghi e critiche stanno accompagnando l'annuncio dei lavori urgenti sulla condotta adduttrice principale che rifornisce Crotone, con tanti cittadini che si chiedono come sia possibile che una città che punta sempre di più sul turismo debba convivere, anno dopo anno, con emergenze idriche che sembrano ripresentarsi puntualmente.
L'intervento disposto dal Consorzio di Bonifica della Calabria si è reso necessario a causa di una grossa perdita sulla condotta DN 2000. Il Comune di Crotone ha immediatamente convocato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile per organizzare l'assistenza alle fasce più fragili, alle strutture sanitarie e ai servizi essenziali, mentre resta l'incognita sui tempi effettivi del ripristino.
La vicenda, però, riporta al centro un problema che va ben oltre il singolo guasto. Da anni la città vive periodicamente emergenze legate all'approvvigionamento idrico, soprattutto nei mesi estivi, proprio quando la popolazione aumenta per l'arrivo dei turisti e dei tanti crotonesi che rientrano per trascorrere le vacanze nella propria terra.
È il cosiddetto turismo di ritorno, quello di migliaia di famiglie che scelgono di trascorrere l'estate a Crotone. Un momento che dovrebbe rappresentare un'opportunità economica e d'immagine per il territorio ma che, ancora una volta, rischia di trasformarsi in un disagio diffuso. Presentarsi a residenti e visitatori con rubinetti a secco per tre giorni rappresenta infatti un duro colpo per la credibilità di una destinazione che punta a crescere dal punto di vista turistico.
Le difficoltà non riguardano soltanto le abitazioni. A pagare il prezzo dell'emergenza saranno anche stabilimenti balneari, lidi, bar, ristoranti, alberghi, bed and breakfast e tutte le attività che, proprio in questi giorni, stanno entrando nel pieno della stagione estiva. Servizi igienici, cucine, docce e attività quotidiane rischiano inevitabilmente di subire pesanti limitazioni, con inevitabili ripercussioni anche sull'immagine offerta ai visitatori.
Sui social molti cittadini ricordano come negli anni si sia spesso discusso dell'utilizzo delle royalties derivanti dalle attività energetiche e delle risorse straordinarie destinate al territorio. In tanti si domandano perché, nonostante le numerose emergenze registrate nel tempo, non si sia riusciti a programmare un intervento strutturale capace di rendere più moderna e resiliente l'intera infrastruttura idrica.
Il tema torna così a intrecciarsi con le competenze istituzionali. Le grandi opere di adduzione e gli interventi infrastrutturali sulla rete principale rientrano infatti nella programmazione regionale e degli enti gestori competenti. È proprio su questo fronte che negli anni si sono concentrate le richieste provenienti dal territorio: non soltanto riparazioni d'urgenza, ma un investimento complessivo capace di superare definitivamente un sistema che continua a mostrare la propria fragilità.
L'emergenza annunciata per i prossimi giorni, dunque, non è soltanto il racconto di un guasto improvviso. È l'ennesimo episodio che riapre il dibattito sul futuro delle infrastrutture idriche del Crotonese e sulla necessità di una programmazione che guardi oltre le soluzioni temporanee.