Crotone, Pino De Lucia: "Sostenere i percorsi di accoglienza e integrazione"
Dietro l’emergenza visibile c’è una rete di servizi, operatori e volontari che ogni giorno lavora per garantire dignità, decoro e serenità alla città
Crotone – In questi ultimi mesi, camminando per le strade di Crotone, è impossibile non accorgersi di un cambiamento. Decine di persone vivono accampate in condizioni precarie in vari punti della città, cercando un riparo dal clima e un posto dove semplicemente sopravvivere. È una situazione visibile, che inevitabilmente suscita tra i cittadini emozioni numerose e contrastanti: preoccupazione per il decoro urbano, timore per la sicurezza, ma anche una profonda e umana stretta al cuore davanti a tanta sofferenza.
La tentazione di cedere alla paura o alla rabbia è forte, soprattutto quando si ha l'impressione che la situazione stia sfuggendo di mano. Ma la paura si sconfigge solo in un modo: con la conoscenza, la trasparenza e la consapevolezza che la nostra città non è abbandonata a se stessa.
Dietro le quinte dell'emergenza: una rete che lavora per tutti
Ciò che spesso non si vede, dietro la superficie di questa emergenza, è il lavoro instancabile e silenzioso di una rete formata dai Servizi Sociali del Comune e dagli enti del terzo settore (tra cui la Rete SAI del Comune e la Rete SAI della Provincia, il Camper della Speranza e la Caritas Diocesana attraverso il dormitorio e la mensa Padre Pio). Non siamo di fronte a un caos ingovernabile, ma agli effetti concreti di politiche e leggi europee e nazionali sempre più restrittive – come il recente impianto normativo europeo e le conseguenze del Decreto Cutro – che hanno tolto certezze a chi fugge da contesti di grave instabilità politica, riducendo drasticamente le possibilità di accoglienza regolare nei progetti SAI per i richiedenti asilo.
Nonostante queste difficoltà legislative, a Crotone i professionisti, i volontari dell'accoglienza e i mediatori culturali sono sul campo ogni giorno. Monitorano le strade, individuano le persone più vulnerabili e cercano soluzioni concrete. Durante le giornate più difficili, le sedi delle organizzazioni del terzo settore sono rimaste aperte per garantire non solo assistenza burocratica o legale, ma per dare un momento di normalità, dignità e umanità a chi ha perso tutto.
L'accoglienza come garanzia di sicurezza e decoro
Dobbiamo guardare la realtà con pragmatismo: sostenere i percorsi di accoglienza e integrazione non è un favore fatto "a loro", ma un beneficio per tutta la comunità di Crotone. Lasciare che le persone rimangano ai margini, invisibili e senza diritti, è ciò che crea degrado e insicurezza. Al contrario, mapparne i bisogni, offrire un riparo e supportare il lavoro di chi opera e media sul territorio è l'unico modo reale per garantire il decoro delle nostre strade e la serenità di tutti i residenti.
Come ha giustamente ricordato la Cooperativa Agorà Kroton in una recente riflessione, "la migrazione è una condizione, non uno status". Prima di ogni etichetta c’è sempre una persona, con i suoi sogni e i suoi bisogni. Esattamente come ognuno di noi.
Una città unita non ha paura
Crotone ha una storia millenaria e profonda legata all'accoglienza e alla solidarietà. Le leggi cambiano e i flussi geopolitici globali continueranno a muoversi, ma la risposta locale della nostra comunità può rimanere una certezza.
La serenità della nostra popolazione non si costruisce alzando steccati invisibili tra "noi" e "loro", né lasciandosi trasportare da slogan che alimentano l'ansia. Si costruisce appoggiando chi lavora ogni giorno sul campo per governare il fenomeno, pretendendo dalle istituzioni superiori gli strumenti per gestire il territorio e riscoprendo, come comunità unita, l'orgoglio di essere una città che non lascia indietro nessuno. Perché una città capace di proteggere i più deboli è, per sua natura, una città più sicura e serena per tutti.
Responsabile Immigrazione Legacoop Calabria
Pino De Lucia Lumeno