Crotone perde residenti: la città pitagorica tra le più colpite in Italia

Nel triennio 2023-2025 il capoluogo crotonese registra un saldo migratorio di -16,6 per mille: partenze e trasferimenti continuano a ridisegnare la geografia urbana

A cura di Redazione
25 agosto 2026 09:00
Crotone perde residenti: la città pitagorica tra le più colpite in Italia -
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CROTONE – Non è soltanto una questione di numeri. Dietro il saldo migratorio negativo di Crotone si racconta una trasformazione demografica che coinvolge il capoluogo pitagorico e, più in generale, gran parte della Calabria.

Nel triennio 2023-2025, secondo l’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore sui dati Istat, Crotone ha registrato un saldo migratorio pari a -16,6 per mille abitanti. Un dato che colloca la città tra i capoluoghi italiani maggiormente interessati dalla perdita di residenti.

Il fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia che sta interessando numerose città italiane: sempre più persone scelgono di lasciare i capoluoghi per trasferirsi nei comuni dell’hinterland, nei centri più piccoli o in altre aree del Paese. Una dinamica che sta modificando progressivamente gli equilibri demografici delle città.

Crotone nella fascia più critica

Il dato crotonese assume particolare rilievo se confrontato con quello degli altri capoluoghi italiani. Nel periodo preso in esame, sono 53 su 106 le città che hanno registrato un saldo migratorio interno negativo, cioè una perdita di residenti a favore di altri comuni della stessa provincia.

In molti casi, però, l’arrivo di cittadini dall’estero è riuscito a compensare almeno in parte le partenze. Non è accaduto nei 15 capoluoghi rimasti complessivamente in territorio negativo. Tra questi figura anche Crotone, insieme agli altri capoluoghi calabresi di Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Il confronto regionale restituisce quindi un quadro particolarmente delicato. Reggio Calabria si attesta a -16,5 per mille, praticamente sullo stesso livello di Crotone, mentre gli altri capoluoghi calabresi risultano anch’essi inseriti nella lista delle città dove l’apporto della popolazione straniera non è sufficiente a compensare le uscite.

Non basta l'arrivo di nuovi residenti

Il punto centrale dell’analisi non riguarda soltanto chi arriva, ma soprattutto chi parte. La mobilità interna sta infatti sottraendo popolazione ai capoluoghi, alimentando una redistribuzione verso realtà urbane più piccole o periferiche.

Per Crotone, questo significa fare i conti con una perdita che non viene neutralizzata dai nuovi ingressi dall’estero. Il risultato è un saldo complessivo che rimane negativo e che fotografa una città nella quale il ricambio demografico non riesce a invertire la tendenza.

Alle dinamiche migratorie si aggiungono poi altri fattori strutturali che da anni condizionano la popolazione calabrese: la riduzione delle nascite, l’invecchiamento della popolazione e soprattutto la mobilità dei giovani verso altre province e altre regioni alla ricerca di opportunità di studio e lavoro.

Una sfida che va oltre la statistica

Il dato di -16,6 per mille non rappresenta quindi soltanto una posizione in una graduatoria nazionale. È il segnale di una trasformazione che riguarda il futuro della città.

Meno residenti significa infatti anche una diversa composizione della popolazione, una domanda differente di servizi e una crescente necessità di rendere il territorio più attrattivo per chi vive, studia e lavora fuori.

Crotone si trova così davanti a una delle sfide più importanti dei prossimi anni: interrompere la perdita di popolazione e creare le condizioni affinché partire non sia l'unica prospettiva per una parte dei suoi abitanti.

Il dato demografico, ancora una volta, mette in evidenza una questione che non riguarda soltanto il capoluogo pitagorico, ma l’intero futuro della Calabria.

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