«Crotone perde giovani, serve un Patto per casa, lavoro e sviluppo»

A lanciare l'allarme è Salvatore Mazza, presidente FIMAA Confcommercio Calabria Centrale Crotone

A cura di Redazione
04 settembre 2026 16:00
«Crotone perde giovani, serve un Patto per casa, lavoro e sviluppo» - Foto: Salvatore Mazza
Foto: Salvatore Mazza
Condividi

Crotone - Lo spopolamento torna al centro del dibattito e, anche a Crotone, il mercato immobiliare racconta una trasformazione che non può essere ignorata. A intervenire sul tema è Salvatore Mazza, presidente di FIMAA Confcommercio Calabria Centrale Crotone, che, partendo dal fenomeno della cosiddetta migrazione “a corto raggio”, lancia una riflessione sulle prospettive della città e sulla necessità di mettere in campo una strategia capace di collegare casa, lavoro e sviluppo. Il fenomeno, evidenziato anche da un recente approfondimento de Il Sole 24 Ore, riguarda quei cittadini che non si trasferiscono necessariamente lontano dal proprio territorio, ma scelgono i comuni dell'hinterland, dove il costo della vita e dell'abitare può risultare più sostenibile.

«È una dinamica che osserviamo chiaramente anche a Crotone – spiega Mazza –. Sempre più famiglie e giovani coppie valutano l'acquisto di una casa nei comuni vicini alla città, spesso raggiungibili in appena 15 o 20 minuti di automobile». A incidere è soprattutto il costo complessivo dell'abitazione, considerando non soltanto il prezzo di acquisto ma anche gli eventuali interventi di ristrutturazione.

Il mercato immobiliare come specchio della città

Secondo Mazza, la conseguenza è duplice: da una parte alcune famiglie scelgono di lasciare Crotone per trasferirsi nei centri limitrofi, dall'altra si riduce l'afflusso di potenziali nuovi residenti provenienti dall'hinterland. A rendere più complesso il quadro c'è anche il mercato degli affitti. «Oggi a Crotone si registra anche una crescente difficoltà nel reperire abitazioni in locazione a prezzi accessibili», sottolinea il presidente di FIMAA. Una situazione che interessa in particolare giovani lavoratori, studenti, coppie e famiglie e che rischia di rendere meno attrattiva la città per chi vorrebbe viverci.

Ma il tema, secondo Mazza, non riguarda soltanto il settore immobiliare. «Il mercato immobiliare rappresenta spesso uno specchio fedele dello stato di salute di un territorio». Quando una comunità cresce, crea occupazione e genera fiducia, aumenta la domanda di abitazioni, locali commerciali e immobili produttivi. Al contrario, quando prevalgono incertezza e mancanza di prospettive, anche il mercato ne risente. Nonostante le difficoltà, a Crotone non mancano segnali positivi. «La casa rimane per molte famiglie il principale bene rifugio e continua a rappresentare una forma di investimento percepita come sicura». Ma la domanda che bisogna porsi, secondo Mazza, riguarda soprattutto il futuro: «Chi acquisterà le case che oggi vengono messe in vendita? Chi abiterà i quartieri della nostra città tra dieci o vent'anni? Chi investirà nelle attività commerciali e produttive del territorio?».

Domande che riportano al centro il tema delle nuove generazioni. «Un giovane decide di acquistare una casa quando ha un lavoro stabile, quando intravede possibilità di crescita professionale e quando percepisce il territorio come un luogo nel quale costruire il proprio futuro».

Un Patto per la Casa, il Lavoro e lo Sviluppo

Da qui la proposta di avviare una riflessione condivisa per arrivare alla costruzione di un vero e proprio Patto per la Casa, il Lavoro e lo Sviluppo di Crotone, coinvolgendo istituzioni, associazioni di categoria, professionisti, imprese, sistema bancario e mondo della formazione. Tra le priorità indicate ci sono il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il sostegno alle giovani coppie nell'accesso alla prima casa, gli interventi di efficientamento energetico e la semplificazione dei processi urbanistici.

Ma c'è anche la necessità di aumentare l'offerta abitativa in locazione, creando condizioni che permettano di destinare una quota maggiore del patrimonio immobiliare a contratti sostenibili.

Parallelamente, secondo Mazza, occorre lavorare sulla capacità di Crotone di attrarre imprese e investimenti. Uno dei punti di riferimento è rappresentato dalle aree industriali e commerciali, in particolare dalla zona di Passovecchio e dall'asse della SS 106, che negli ultimi anni hanno progressivamente assunto il ruolo di nuovo polo commerciale della città. Anche in questo caso, però, il mercato evidenzia una criticità: la carenza di strutture adeguate da destinare alla locazione o all'insediamento di nuove attività. «Non sono rari i casi in cui operatori e aziende manifestano interesse a investire sul territorio crotonese, ma incontrano difficoltà nel reperire immobili idonei alle proprie esigenze». Da qui l'esigenza di un maggiore raccordo tra pianificazione urbanistica e sviluppo economico, per favorire nuove opportunità insediative per attività commerciali, produttive e di servizi.

«Consentire a nuove imprese di investire a Crotone significa creare occupazione, generare economia e rafforzare la capacità attrattiva dell'intero territorio». Un capitolo specifico riguarda il centro storico. Per Mazza il suo rilancio non può prescindere da investimenti pubblici capaci di creare attrattività e nuova vitalità economica. Strutture culturali, spazi espositivi, percorsi museali, servizi pubblici qualificati e interventi di riqualificazione urbana possono diventare, secondo questa visione, elementi capaci di favorire la nascita di nuove attività commerciali, artigianali e professionali.

«A Crotone esiste un enorme potenziale ancora da valorizzare», afferma Mazza, sottolineando come gli investimenti pubblici possano fungere da “catalizzatori” per generare successivamente nuovi investimenti privati. «Un centro storico vivo significa un luogo curato, attrattivo, frequentato e capace di generare economia, servizi e occupazione, nel rispetto delle esigenze di chi vi abita».

In questo scenario, anche la figura dell'agente immobiliare può assumere un ruolo che va oltre la semplice intermediazione. «Non siamo soltanto intermediari tra chi vende e chi acquista. Siamo professionisti che quotidianamente ascoltano le esigenze delle famiglie, intercettano i cambiamenti del mercato e contribuiscono alla trasparenza e alla sicurezza delle operazioni immobiliari».

Il quadro che emerge, dunque, è quello di una città che possiede risorse importanti ma che deve riuscire a trasformarle in opportunità concrete. «Crotone possiede caratteristiche che molte altre realtà ci invidiano: un patrimonio naturalistico straordinario, una posizione geografica strategica, una storia millenaria e una qualità della vita che può rappresentare un importante valore aggiunto». La vera sfida, però, è trasformare questi elementi in una prospettiva di crescita capace di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni.

«La sfida che abbiamo davanti non riguarda esclusivamente il mercato immobiliare. Riguarda la capacità di immaginare una Crotone che non si limiti a trattenere i propri giovani, ma che diventi anche capace di attrarre nuove famiglie, professionisti, imprese e investitori». Una città dove sia possibile trovare una casa a condizioni sostenibili, costruire una famiglia, trovare un lavoro, avviare un'attività e scegliere di rimanere. «Una città che torni a crescere, a progettare e a guardare con fiducia al futuro». Un obiettivo complesso, ma che secondo Mazza richiede una visione comune e un impegno condiviso. Perché, conclude, «il futuro di Crotone non può essere deciso altrove. Deve essere costruito qui, con il contributo e l'impegno di tutti».

Segui CalabriaOk