Crotone - No dei medici alla riforma dell’assistenza primaria. La FIMMG: «Rischio per la sanità»

Il Comitato Nazionale proclama lo stato di agitazione. Il provvedimento prevede la possibile trasformazione dei medici di base in dipendenti pubblici

A cura di Redazione
12 maggio 2026 13:00
Crotone - No dei medici alla riforma dell’assistenza primaria. La FIMMG: «Rischio per la sanità» - Foto: Redazione
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Crotone - Forte presa di posizione della FIMMG di Crotone (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) contro lo schema di decreto legge sul riordino dell’assistenza primaria territoriale varato dal Governo. Dal territorio arriva un appello netto: “No alla riforma che penalizza cittadini e medici di famiglia”. In una nota diffusa dalla sezione provinciale, con sede in via Braille a Crotone, i medici di famiglia parlano di “limiti evidenti e condizioni irricevibili” contenute nel decreto del Ministro della Salute Orazio Schillaci.

Secondo la FIMMG, il nodo centrale riguarda la possibile trasformazione dei medici di medicina generale in dipendenti pubblici: “Con la riforma – si legge nel documento – i medici di base oggi convenzionati con le ASL, e destinati alle Case di Comunità, avrebbero la possibilità di diventare dipendenti pubblici, perdendo la caratteristica principale della medicina di famiglia: la scelta basata sulla fiducia personale”. Per la categoria, il rischio è quello di uno stravolgimento profondo del rapporto medico-paziente: “Il medico di famiglia non è un semplice erogatore di prestazioni – afferma la FIMMG – è una figura sociale, prima ancora che clinica. È il primo presidio contro isolamento, marginalità e abbandono sanitario”.

«Molti medici di famiglia potrebbero abbandonare la professione»

Il timore espresso è quello di una sanità più burocratica e meno vicina ai cittadini: “Trasformarlo in un dipendente inserito in strutture centralizzate significa snaturarne il ruolo. Significa passare dal medico del cittadino al medico del sistema”. Tra le possibili conseguenze, secondo i medici di famiglia, ci sarebbero un aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso, difficoltà nella gestione delle cronicità e un peggioramento dell’assistenza, soprattutto per anziani e soggetti fragili.

“Se la riforma dovesse passare – avverte la FIMMG Crotone – il rischio sarebbe altissimo: molti medici di famiglia potrebbero abbandonare la professione, aggravando la carenza di presidi sul territorio, soprattutto in regioni come la Calabria, già penalizzate da aree interne isolate e carenze nei trasporti”. Critiche anche al modello organizzativo delle Case di Comunità: “Con questo sistema i tempi di risposta potrebbero essere più lunghi e si perderebbe il rapporto diretto tra medico e cittadino”.

Il documento sottolinea inoltre come oggi ogni paziente possa scegliere liberamente il proprio medico di famiglia: “Con la riforma, invece, i cittadini dovrebbero rivolgersi di volta in volta a un medico di turno, facendo venire meno il rapporto fiduciario costruito nel tempo”. Per la FIMMG, si tratterebbe di un cambiamento che “indebolisce le cure primarie e l’intero sistema sanitario nazionale, che oggi si regge sulla facile accessibilità degli studi medici”.

L'appello alle forze politiche locali

L’appello finale è rivolto alla politica: “Chiediamo a tutte le forze politiche locali, di qualunque schieramento, di sollecitare il Governo a rimodulare una riforma che, allo stato attuale, rischia di penalizzare milioni di cittadini e indebolire la medicina territoriale”. Intanto arriva anche un aggiornamento nazionale: il Comitato Centrale della FIMMG ha proclamato lo stato di agitazione della categoria.

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