Sanità

Crotone - Medicina Nucleare chiusa da anni, sit in delle associazioni

L'Associazione LiberaMente: «Non bastano più rassicurazioni generiche. Servono risposte ufficiali, impegni verificabili e tempi definiti»

A cura di Redazione
07 novembre 2026 19:00
Crotone - Medicina Nucleare chiusa da anni, sit in delle associazioni  - Foto: Redazione
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Crotone - Sette anni senza il reparto di Medicina Nucleare dell'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Una chiusura che, dal 2019 a oggi, continua a pesare sui cittadini del territorio, costretti a rivolgersi a strutture fuori provincia e, in diversi casi, fuori regione per effettuare esami diagnostici importanti, tra cui la PET, fondamentale nella diagnosi e nel monitoraggio di numerose patologie oncologiche.

Una situazione che torna al centro dell'attenzione grazie a una nuova iniziativa di mobilitazione promossa dall'associazione LiberaMente ODV di Crotone, insieme a Cittadini Liberi e Insieme per la Nostra Crotone.

Le tre associazioni hanno organizzato un sit-in pubblico per sabato 14 novembre 2026, alle ore 10, davanti all'ingresso dell'ospedale San Giovanni di Dio, con l'obiettivo di sollecitare risposte concrete sulla riapertura del reparto.

Nel comunicato diffuso agli organi di informazione, le associazioni sottolineano le difficoltà affrontate quotidianamente dai pazienti, soprattutto da quelli più fragili: anziani, persone con disabilità, malati oncologici e famiglie che non sempre dispongono delle risorse economiche necessarie per sostenere viaggi e trasferte.

«Non è accettabile che nel 2026 il diritto alla diagnosi e alla cura dipenda dalla possibilità economica di affrontare un viaggio», evidenziano i promotori dell'iniziativa, richiamando l'attenzione sulle conseguenze che la mancanza di questo servizio comporta per un territorio già segnato da problematiche ambientali e sanitarie.

La manifestazione vuole essere soprattutto un momento di rivendicazione e di richiesta di trasparenza nei confronti delle istituzioni. Le associazioni chiedono al presidente della Regione Calabria, alla Direzione dell'Asp di Crotone e agli amministratori locali di chiarire quali siano le ragioni che impediscono ancora la riattivazione del servizio.

In particolare, i promotori vogliono conoscere lo stato delle apparecchiature, gli interventi eventualmente ancora necessari, le risorse disponibili e, soprattutto, ottenere una data certa per la ripresa delle attività.

«Non bastano più rassicurazioni generiche. Servono risposte ufficiali, impegni verificabili e tempi definiti», è la richiesta contenuta nel documento.

Nel mirino anche il silenzio della politica locale, chiamata dalle associazioni ad assumersi le proprie responsabilità davanti a una questione che riguarda il diritto alla salute di un'intera comunità.

«La malattia non aspetta. La diagnosi non può aspettare», ribadiscono i promotori, invitando associazioni, organizzazioni sindacali, operatori sanitari, rappresentanti istituzionali e cittadini di Crotone e della provincia a partecipare alla mobilitazione.

Un appello che vuole superare ogni appartenenza politica e mettere al centro una questione essenziale: garantire ai cittadini il diritto di potersi curare nel proprio territorio, senza che le difficoltà economiche o logistiche diventino un ulteriore ostacolo nell'accesso alle cure.

«Questa non è una battaglia di appartenenza politica, ma una battaglia di civiltà che riguarda tutti», concludono le associazioni.

L'obiettivo del sit-in è chiaro: riportare la Medicina Nucleare al centro dell'agenda istituzionale e ottenere finalmente risposte sul futuro di un servizio sanitario che manca a Crotone dal 2019.

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