Crotone, maxi operazione “Scam City”: dieci misure cautelari per truffe online e riciclaggio

Blitz dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Crotone: sequestrati conti correnti, auto di lusso, Rolex e immobili. Indagate 31 persone

A cura di Redazione
12 maggio 2026 10:18
Crotone, maxi operazione “Scam City”: dieci misure cautelari per truffe online e riciclaggio -
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Maxi operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone contro un’organizzazione criminale ritenuta dedita a truffe online, riciclaggio e autoriciclaggio su scala nazionale. Nella giornata del 12 maggio i militari hanno eseguito dieci misure cautelari personali emesse dal gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate.

Il provvedimento ha disposto cinque misure di custodia cautelare in carcere e cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente è stato eseguito un vasto sequestro preventivo di denaro, rapporti finanziari, conti correnti, carte di pagamento, quote societarie, immobili e beni di lusso ritenuti riconducibili ai proventi illeciti.

Tra i beni sequestrati figurano orologi Rolex di pregio – tra cui modelli Datejust, Submariner, Air-King, Daytona e Yacht-Master – oltre a diverse autovetture, tra cui una Tesla Model Y, una Land Rover Range Rover Evoque, una Fiat 500X, un’Alfa Romeo Stelvio e una Fiat Tipo. Sotto sequestro anche cinque immobili individuati dagli investigatori attraverso approfondimenti patrimoniali e consultazioni dell’Anagrafe Tributaria.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe operato attraverso una rete organizzata e specializzata nella pubblicazione di annunci fittizi di vendita su piattaforme internet, marketplace e siti specializzati. Gli annunci riguardavano trattori agricoli, mini escavatori, piscine, pellet, ciclomotori, minicar elettriche e altri beni in realtà mai disponibili.

Le vittime, convinte dalla convenienza delle offerte e dalla presunta autenticità degli annunci, effettuavano bonifici o pagamenti verso conti intestati a prestanome o “money mule”, senza però ricevere alcuna merce. In diversi casi gli indagati si sarebbero anche falsamente qualificati come appartenenti alle Forze dell’Ordine o avrebbero prospettato agevolazioni fiscali e Iva al 4% per attirare acquirenti.

L’indagine, sviluppata attraverso attività di cyber-patrolling, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, analisi di chat WhatsApp, monitoraggi GPS e accertamenti bancari, avrebbe consentito di ricostruire un articolato sistema di frodi digitali esteso sull’intero territorio nazionale.

Le truffe contestate sarebbero almeno 125 e riguarderebbero numerose province italiane, tra cui località di Calabria, Sicilia, Campania, Lombardia e Sardegna. Gli investigatori parlano di una struttura criminale flessibile e ben organizzata, capace di muovere rapidamente i proventi illeciti attraverso trasferimenti su altri conti, prelievi in contanti, investimenti, trading online, criptovalute e acquisto di beni.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il sistema avrebbe utilizzato anche identità virtuali o fittizie e, in alcuni casi, denominazioni e dati riferibili a società realmente esistenti ma del tutto ignare dei fatti. Alcune aziende sarebbero state clonate per dare maggiore credibilità agli annunci fraudolenti.

L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, e rappresenta uno dei più importanti interventi contro le truffe online seriali realizzati negli ultimi anni sul territorio crotonese.

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