Crotone - Lavoratori Konecta R, parte la mobilitazione social: «Io voglio lavorare»

L'appello partito dalla pagina Facebook dei dipendenti punta a coinvolgere cittadini e utenti social nella campagna a sostegno dei lavoratori calabresi

A cura di Redazione
11 ottobre 2026 11:00
Crotone - Lavoratori Konecta R, parte la mobilitazione social: «Io voglio lavorare» - Foto: Pagina social Dipendenti Konecta Ex Abramo
Foto: Pagina social Dipendenti Konecta Ex Abramo
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«Vi chiediamo 30 secondi». Comincia così l’appello pubblicato sulla pagina Facebook Dipendenti Konecta ex Abramo, un messaggio rivolto non soltanto ai colleghi, ma all’intera comunità.

Al centro dell’iniziativa c’è la situazione denunciata dai lavoratori Konecta R, che riguarda gli stabilimenti di Crotone, Cosenza e Catanzaro. 654 famiglie vivono da aprile con appena quattro giorni di lavoro al mese, mentre 77 lavoratori sarebbero a casa da maggio senza alcuna attività lavorativa. Numeri che, dietro le cifre, raccontano la difficoltà di chi deve fare i conti con spese quotidiane, bollette, affitti e necessità familiari senza poter contare su un reddito regolare.

«Non è un numero. Sono i nostri vicini, i nostri cugini, le mamme e i papà che incontriamo ogni giorno», scrivono gli autori dell’appello, richiamando l’attenzione sulle conseguenze sociali di una vertenza che coinvolge lavoratori e famiglie in diverse città della Calabria.

La mobilitazione sui social: «IO VOGLIO LAVORARE»

Da lunedì, annunciano i promotori, partirà una nuova iniziativa di sensibilizzazione. I lavoratori intendono sostituire la propria immagine del profilo con una grafica nera accompagnata da una frase semplice e diretta: «IO VOGLIO LAVORARE».

Un messaggio che punta a trasformare i profili social in uno spazio di denuncia e solidarietà, per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e far arrivare la richiesta di ascolto anche alle istituzioni regionali.

L’invito non è rivolto soltanto ai dipendenti Konecta. Il post chiede a chiunque voglia sostenere la mobilitazione di condividere l’appello, utilizzare per una settimana la stessa immagine del profilo e interagire, alle ore 19, con i contenuti dedicati alla vertenza attraverso l’hashtag #VertenzaKonectaR.

Un gesto semplice, nelle intenzioni degli organizzatori, per contribuire a dare visibilità a una situazione che rischia di restare confinata nelle vicende aziendali, nonostante le sue ricadute sulle comunità locali.

Una questione che riguarda il territorio

La vertenza viene raccontata attraverso parole che non lasciano spazio a interpretazioni sulla preoccupazione espressa dai lavoratori: «Quattro giorni al mese non è lavoro. È fame». Una frase dura, che sintetizza il disagio di chi chiede la possibilità di lavorare con continuità e di tornare a programmare la propria vita senza l'incertezza legata a giornate lavorative ridotte o all'assenza di attività.

Attraverso la campagna social, i promotori chiedono che la situazione venga mantenuta al centro dell'attenzione pubblica e che la Regione non perda di vista le difficoltà denunciate dai dipendenti.

L'appello si chiude con un ringraziamento a chi sceglierà di partecipare, condividere e sostenere l'iniziativa.

«Non vi costa niente, ma per noi vuol dire far vedere alla Regione che non siamo soli»: è questo il senso della mobilitazione lanciata dai lavoratori Konecta R e dalle loro famiglie.

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