Crotone - L'ASP: «Nessuna criticità sui percorsi di cura per eritroexchange»

La Direzione Generale chiarisce la situazione della terapia di scambio eritrocitario al San Giovanni di Dio

A cura di Redazione
20 maggio 2026 14:00
Crotone - L'ASP: «Nessuna criticità sui percorsi di cura per eritroexchange» - Foto: Redazione
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Crotone - In merito agli interventi apparsi sulla stampa locale relativi alla terapia di scambio eritrocitario (Eritroexchange) presso l'Ospedale ‘San Giovanni di Dio’, la Direzione Generale dell'ASP di Crotone, guidata dal Direttore Generale Antonio Graziano, interviene per fare chiarezza e rassicurare i cittadini, offrendo una ricostruzione trasparente e rigorosa dei fatti.

«Nessun allarmismo»

«La Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria pitagorica - si legge in una nota - invita a respingere gli allarmismi ingiustificati, precisando che i percorsi di cura per i pazienti drepanocitici sono assolutamente garantiti e che non si è verificata alcuna carenza di programmazione o di lungimiranza negli approvvigionamenti. Già nel maggio 2024, a seguito della comunicazione formale circa l'interruzione definitiva della produzione dei kit dedicati alla strumentazione in dotazione, la struttura del SIMT, il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, si era attivata immediatamente per acquistare sul mercato tutte le scorte disponibili. Tale accorgimento ha consentito di prolungare l'attività il più a lungo possibile, a dimostrazione del costante impegno nella tutela dei pazienti. L'impossibilità di introdurre nuovi dispositivi non dipende da una scelta aziendale, ma da precisi vincoli normativi e strutturali. L'eventuale adozione di sistemi tecnologici differenti richiederebbe l'acquisizione di nuove apparecchiature e un conseguente percorso di formazione specialistica del personale: un investimento precluso al presidio di Crotone in quanto struttura Spoke, deputata per legge alle procedure assistenziali di primo livello.

In base alla pianificazione della rete trasfusionale regionale – definita dai Decreti del Commissario ad Acta che regolano la materia e da ultimo confermata dal Rapporto di Accreditamento del 1° dicembre 2025 che sancisce il diniego all'esecuzione di tali procedure in loco - le funzioni di superiore complessità clinica e l'aferesi curativa sono tassativamente centralizzate presso gli Hub di riferimento, nel caso specifico individuato nell'Azienda ospedaliera di Catanzaro, per garantire i massimi standard di sicurezza e specificità tecnologica dell'intero bacino.

«Nessuna necessità di procedure straordinarie o autorizzative»

In merito alle ventilate richieste di accesso agli atti sollevate da sigle spontanee, la Direzione Generale precisa inoltre che non vi è alcuna necessità di procedure straordinarie o autorizzative: tutta la documentazione amministrativa, i verbali e i provvedimenti relativi alle forniture e alle interlocuzioni regionali sono regolari, pubblici e già a disposizione di chiunque ne faccia legittima richiesta, nel segno della totale trasparenza che contraddistingue l'operato di questa azienda. Non vi è, pertanto, alcun ridimensionamento dei servizi o disimpegno, ma la rigorosa e doverosa applicazione di una programmazione sanitaria che mira alla centralizzazione delle terapie ad alta specializzazione in sicurezza.

In quest'ottica di profonda vicinanza e sensibilità verso la fragilità dei pazienti cronici, l'ASP di Crotone comunica che, non appena perverrà formalmente la richiesta da parte dell'Associazione Thalassemici Crotonese, l'Azienda convocherà immediatamente un tavolo tecnico di concertazione per definire insieme le soluzioni più efficaci a tutela dei pazienti. Nelle more di questo percorso, l'ASP garantirà l'attivazione del servizio di trasporto sanitario secondario protetto per e da Catanzaro, sollevando i malati e i loro familiari da ogni onere logistico e organizzativo.

Le dichirazioni del Direttore Generale

“La salute dei nostri pazienti non è mai in discussione – dichiara il Direttore Generale, Antonio Graziano – e la nostra vicinanza a chi soffre è totale. L’ASP di Crotone non si limiterà a gestire la logistica dei trasporti, ma si farà parte attiva e portavoce delle istanze del territorio e dell'Associazione Thalassemici Crotonese presso i tavoli tecnici regionali. Lavoreremo in piena e costante sinergia con le istituzioni regionali per fare in modo che il percorso di cura di ogni singolo paziente sia sicuro, stabile e integrato nel miglior modo possibile”.

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