Crotone, il turismo lento resiste: dai villaggi alla città sulle tracce di Rino Gaetano
Nonostante i rientri verso il Centro e il Nord Italia per la ripresa della scuola e del lavoro, la provincia continua ad attirare visitatori. E ieri un gruppo arrivato da un villaggio di Le Castella ha scelto Crotone per conoscere i luoghi di Rino Gaetano
Settembre porta con sé i primi rientri verso il Centro e il Nord Italia, tra la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività lavorative. Ma la stagione turistica non si spegne completamente. In provincia di Crotone resiste infatti una forma di turismo più lenta, meno legata alla frenesia dell'alta stagione e capace di trasformare i villaggi turistici in punti di partenza per scoprire il territorio.
Il mare, il sole e la possibilità di soggiornare nei numerosi villaggi della costa continuano ad attirare persone provenienti da diverse zone d'Italia. E, una volta arrivati, non sono pochi quelli che decidono di spingersi anche nel capoluogo per conoscerne la storia, i simboli e i personaggi che hanno contribuito a renderlo riconoscibile ben oltre i confini della Calabria.
È quanto accaduto mercoledì a Crotone, dove un piccolo gruppo di turisti, ospiti di un villaggio turistico di Le Castella, ha scelto di organizzarsi autonomamente per raggiungere la città.
Una visita senza grandi programmi, ma con una curiosità precisa: andare alla scoperta dei luoghi legati a Rino Gaetano, il cantautore crotonese che ancora oggi rappresenta uno dei volti più conosciuti e amati della città.
Tra le tappe non poteva mancare la statua bronzea di Rino Gaetano in piazza della Resistenza, diventata negli anni uno dei luoghi simbolici per chi arriva a Crotone e vuole rendere omaggio all'artista.
E proprio davanti alla statua si è consumato uno di quei piccoli momenti capaci di raccontare meglio di molte statistiche il rapporto tra Crotone e il suo illustre cantautore.
Uno dei visitatori, originario di Firenze, si è fermato per una fotografia accanto alla statua. Poi, quasi come se fosse la cosa più naturale del mondo, ha commentato: «Come dimenticarlo?»
Una frase semplice, ma significativa. Perché racconta quanto la figura di Rino Gaetano continui a essere riconoscibile anche a distanza di decenni e quanto la sua storia possa diventare, per chi arriva da fuori, una chiave per entrare in contatto con la città.
Il gruppo rappresentava, del resto, una piccola fotografia dell'Italia che ancora sceglie la Calabria per qualche giorno di vacanza: persone provenienti da territori diversi, ritrovatesi nello stesso villaggio turistico e poi partite alla scoperta delle realtà che lo circondano.
È una forma di turismo che non cerca necessariamente grandi eventi o folle. È il turismo della passeggiata, della fotografia, del mare alternato alla visita di un centro storico, della curiosità verso una storia locale. Un turismo che può proseguire anche quando agosto è ormai alle spalle.
E in questo scenario Crotone continua ad avere una carta importante da giocare: quella di una città che può essere raggiunta facilmente da chi soggiorna lungo la costa e che offre, accanto al mare, un patrimonio fatto di storia, cultura e memoria.
La presenza dei villaggi turistici della provincia diventa così un possibile ponte verso il capoluogo. Si arriva per il mare e il sole, ma poi si scopre una città e si cercano le sue storie.
Ieri, per quel piccolo gruppo di turisti, la storia aveva il volto di Rino Gaetano. Una fotografia sotto la sua statua è diventata il ricordo di una giornata a Crotone.
E quel «Come dimenticarlo?», pronunciato da un visitatore arrivato da Firenze, dice forse qualcosa di più: che per raccontare Crotone ai turisti non servono soltanto spiagge e bel tempo. A volte basta anche una storia, una canzone e un volto diventato simbolo di una città.