Crotone - Il Questore Panvino ai giovani: "No al branco, state vicino ai deboli"
Dal bullismo ai social fino alle droghe: l’appello del questore agli studenti per costruire una società più consapevole e solidale
Non solo legalità e lotta alla criminalità, ma anche un messaggio diretto e forte rivolto alle nuove generazioni. Nel suo intervento per il 174° anniversario della Polizia di Stato in piazza Berlinguer, il questore Renato Panvino ha dedicato ampio spazio a studenti e giovani, indicando rischi e responsabilità (QUI il nostro servizio).
Fin dall’inizio del suo discorso, il questore ha voluto coinvolgere i più giovani presenti alla cerimonia. Un segnale chiaro di attenzione verso il mondo scolastico, rafforzato dal riferimento alle attività promosse dalla Questura di Crotone insieme alla diocesi guidata da Alberto Torriani, con iniziative che hanno avvicinato ragazzi e istituzioni, soprattutto sui temi della legalità e della violenza.
Ma è nella parte centrale del discorso che il richiamo diventa ancora più incisivo. Il questore si è rivolto direttamente ai giovani, mettendo in guardia dai pericoli legati all’uso distorto della tecnologia:
“Mi rivolgo ai giovani ai quali chiedo di prestare attenzione sull’utilizzo delle tecnologie, tra questi gli smartphone… possono diventare, se non utilizzati correttamente, delle armi violentissime per forme di bullismo e di cyberbullismo”.
Un fenomeno, ha spiegato, sempre più diffuso tra ragazzi anche molto giovani, spesso sottovalutato: “Un fenomeno questo in forte incremento, che si sviluppa tra i giovani che hanno un’età media compresa tra i 12 e i 20 anni… attraverso i canali online si pone l’attenzione su ragazzi ritenuti deboli facendo perdere loro l’autostima”.
Parole dure anche sulle conseguenze di questi comportamenti: “Questi comportamenti vessatori… possono sfociare da parte delle vittime in gesti inconsulti sacrificando il bene più importante: la vita”.
Poi l’appello più forte, quasi personale, rivolto direttamente ai ragazzi:
“Ragazzi rivolgo a voi un appello accorato: non riunitevi in forme di branco… tendete la mano a quei ragazzi… che si trovano in difficoltà… se riuscirete a cambiare questa tendenza… renderete migliore la nostra società presente e futura”.
Un passaggio che chiama in causa il ruolo attivo delle nuove generazioni, non solo come destinatari di messaggi, ma come protagonisti del cambiamento sociale.
Il questore ha poi acceso i riflettori su un altro fenomeno preoccupante: l’uso di droghe tra i minorenni. “Chiedo ancora un minuto di attenzione a voi giovani, segnalando che è in aumento il numero di minorenni che fanno uso di cannabinoidi e di cocaina… queste droghe sono consumate nelle serate di svago, ignorando la facilità con cui creano dipendenza”.
Un comportamento spesso legato, ha spiegato, alla ricerca di consenso sui social: “Questi comportamenti… sono figli di un effetto di emulazione che viaggia anche attraverso i social… per apparire… e ricevere il consenso attraverso i like”.
Da qui un nuovo invito alla responsabilità: “Ragazzi: siate riflessivi, la droga fa male, uccide e vi rovina la vita… rifiutate le offerte di facili guadagni”.
Nel suo intervento, Renato Panvino ha quindi tracciato una linea chiara: il futuro della comunità passa anche dalle scelte quotidiane dei più giovani. Un richiamo che va oltre la sicurezza, per toccare educazione, rispetto e consapevolezza, elementi fondamentali per costruire una società più sana e libera