Crotone, il museo sul mare scomparso: il sogno interrotto del lungomare dei miti
Sul lungomare di via Cristoforo Colombo l’ex “Museo all’aperto del mare e dei miti” che raccontava il legame tra storia e identità
Crotone - Sul lungomare di Crotone, lungo via Cristoforo Colombo, resta oggi il ricordo di un progetto culturale ambizioso che aveva provato a restituire al mare e alla storia locale un ruolo centrale nella narrazione della città.
Si chiamava “Museo all’aperto del mare e dei miti” l’iniziativa pensata per costruire un itinerario simbolico lungo alcuni dei punti più significativi della costa, attraverso l’allestimento di piazzole e installazioni capaci di mettere in relazione la memoria storica del territorio con una visione contemporanea e futura dell’identità crotonese.
Il progetto si arricchiva della riproduzione di cinque reperti archeologici realizzati da artisti locali: “Eros e Psiche”, il ceppo d’ancora di Phailos, un elmo corinzio, un’ancora da trasporto di tipo greco-italico e una placchetta raffigurante una sirena alata. Un insieme di opere che intendeva richiamare il legame profondo tra il mare, il mito e la tradizione magnogreca.
Proprio sul lungomare, nella zona di via Cristoforo Colombo, era stato collocato anche il monumento dedicato a Faillo, figura simbolica della storia e della memoria cittadina, destinato a diventare uno dei punti di riferimento del percorso museale diffuso.
Eppure, come spesso accade alle iniziative culturali più fragili, il progetto ha avuto vita breve: il monumento è stato successivamente rimosso e abbattuto, interrompendo bruscamente un tentativo di valorizzazione del patrimonio identitario locale.
In una città che, con difficoltà ma con crescente consapevolezza, prova a riscoprire le proprie radici e un’identità millenaria, il recupero di esperienze come questa tornerebbe oggi a interrogare il presente. Restituire visibilità a un simile percorso significherebbe non solo arricchire il lungomare, ma anche offrire a residenti e visitatori un’occasione di incontro con la storia. E, forse, contribuire a rendere Crotone una città più consapevole e, semplicemente, più curata nella propria memoria.