Crotone e la sfida del turismo: potenzialità enormi, ma restano i nodi delle infrastrutture

La stagione estiva lascia spazio alla riflessione: tra bellezze del territorio e patrimonio storico, la città deve ancora colmare il divario con le principali realtà turistiche calabresi e nazionali

A cura di Redazione
10 settembre 2026 07:30
Crotone e la sfida del turismo: potenzialità enormi, ma restano i nodi delle infrastrutture - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Crotone - La stagione estiva di Crotone si è ormai conclusa e, ancora una volta, lascia spazio a una riflessione sul potenziale turistico della città e sulle difficoltà strutturali che continuano a limitarne la crescita. Un periodo dell’anno atteso da residenti e visitatori, ma che negli ultimi anni sembra scontrarsi con ostacoli difficili da superare, nonostante l’impegno e la volontà di migliorare l’offerta.

La possibilità di alzare il livello dell’accoglienza e rendere il territorio maggiormente competitivo si confronta infatti con criticità storiche: dalla viabilità, con una Strada Statale 106 che continua a rappresentare un collegamento complesso e spesso penalizzante, fino al trasporto aereo, con un aeroporto che, pur garantendo la propria operatività, non riesce ancora a proporre un numero di collegamenti paragonabile ad altri scali calabresi, soprattutto durante la stagione estiva. A queste difficoltà si aggiungono le problematiche legate al trasporto pubblico locale, segnato dall’aumento dei costi, da una rete di collegamenti ancora insufficiente e da difficoltà negli spostamenti tra Crotone e i centri della provincia.

Un quadro che rende più complicata la sfida di una città che ambisce a essere sempre più turistica. Oggi Crotone durante l’estate si anima soprattutto grazie al ritorno di numerosi concittadini che scelgono di trascorrere le ferie nella propria terra d’origine, mentre appare ancora limitata la capacità di attrarre visitatori provenienti da altre regioni italiane e, soprattutto, da mercati internazionali.

Il confronto con altre realtà calabresi evidenzia un divario che negli anni è diventato sempre più evidente. Nei giorni scorsi il New York Times (Leggi Qui) ha acceso i riflettori sulla fascia tirrenica della Calabria, da sempre considerata dalle istituzioni regionali una delle aree più rappresentative dell’offerta turistica calabrese. Località come Tropea, Pizzo, Vibo Marina e Capo Vaticano hanno registrato numeri importanti anche nell’ultima stagione, con Pizzo che recentemente ha fatto segnare oltre 350 mila visitatori.

Numeri significativi arrivano anche da territori esterni alla Calabria: Taormina, ad esempio, ha già superato il milione di presenze, confermandosi una delle mete più attrattive del panorama turistico italiano.

Il successo di queste destinazioni non dipende soltanto dalle bellezze paesaggistiche, dalla qualità della cucina, dalla storia e dalle tradizioni locali, ma anche dalla capacità di essere raggiungibili attraverso infrastrutture efficienti: aeroporti, treni, strade e collegamenti che rappresentano ancora oggi un elemento di forte differenza rispetto ad altri territori.

Il turismo, infatti, non è soltanto una questione di patrimonio naturale e culturale, ma anche di organizzazione, promozione e capacità di accoglienza. Significa raccontare il territorio, renderlo competitivo e riuscire a inserirlo nei circuiti nazionali e internazionali.

Su questo fronte Crotone ha ancora molta strada da percorrere. Le potenzialità non mancano, grazie a un patrimonio storico, archeologico e ambientale di grande valore, ma per trasformarle in risultati concreti sarà necessario un percorso di crescita capace di superare i limiti infrastrutturali e rafforzare la promozione di una città che punta a diventare una vera destinazione turistica.

Segui CalabriaOk