Crotone - Digitalizzazione, il nodo degli impegni: Conf.I.A.L. richiama l’accordo del 9 aprile

Fabio Tomaino richiama il verbale del 9 aprile 2026 e chiede chiarezza su CIGS, piano industriale, risorse pubbliche e monitoraggio degli impegni

A cura di Redazione
04 ottobre 2026 12:00
Crotone - Digitalizzazione, il nodo degli impegni: Conf.I.A.L. richiama l’accordo del 9 aprile -
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La vertenza legata alla digitalizzazione e al futuro dei lavoratori coinvolti nel progetto Konecta torna al centro del confronto sindacale. A intervenire è Fabio Tomaino, segretario confederale regionale della CONF.I.A.L. Calabria, che contesta l’allarme lanciato in questi giorni da SLC CGIL, FISTEL CISL, UIL e UGL sul futuro di circa 650 lavoratori e sulla scadenza degli ammortizzatori sociali.

Tomaino concentra la propria posizione sul contenuto dell’accordo sottoscritto il 9 aprile 2026 presso il Ministero del Lavoro, sostenendo che le scadenze oggi indicate come emergenza fossero già conosciute dalle parti coinvolte.

Nel documento, ricorda la CONF.I.A.L., figurano Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Calabria, Konecta R, Unindustria Calabria, SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e UGL Telecomunicazioni.

L’accordo stabiliva l’utilizzo della CIGS fino al 31 dicembre 2026, indicando un massimo di 654 lavoratori interessati: 387 a Crotone, 180 a Rende e 87 a Settingiano.

Per Tomaino, quindi, il tema non riguarda soltanto la situazione attuale, ma anche ciò che è stato fatto nei mesi successivi alla sottoscrizione dell’accordo.

I 30 milioni e il piano industriale

Nel comunicato della CONF.I.A.L. viene richiamato anche il precedente accordo del 19 dicembre 2024, inserito in un percorso che, secondo quanto riportato nel verbale e dichiarato dalla Regione Calabria, prevedeva risorse per 30 milioni di euro per affrontare la crisi occupazionale di Abramo Customer Care.

L’operazione aveva inizialmente coinvolto 894 lavoratori, distribuiti tra Crotone (574), Rende (231) e Settingiano (89), nell’ambito di un progetto più ampio legato alla dematerializzazione e alla digitalizzazione documentale.

Il verbale, evidenzia Tomaino, fa inoltre riferimento a un piano di risanamento predisposto da Konecta, allegato all’accordo, che prevedeva nuove iniziative nazionali, l’estensione della dematerializzazione ad altri archivi regionali e nuovi servizi di assistenza ai cittadini, tra cui un numero verde unico.

Da qui la richiesta della CONF.I.A.L.: rendere pubblico quel piano e spiegare quali interventi siano stati effettivamente realizzati.

«Dov’è quel piano?», chiede Tomaino, sollecitando risposte su ciò che era stato previsto, sulle azioni portate avanti e su quelle rimaste incompiute.

Il nodo dei controlli

Un altro punto sollevato dal segretario regionale riguarda il monitoraggio dell’accordo.

Il verbale prevedeva incontri di verifica, di norma con cadenza trimestrale, su richiesta delle parti. La misura di integrazione salariale comportava inoltre un onere quantificato in 4,3 milioni di euro.

Per la CONF.I.A.L. occorre quindi chiarire quali verifiche siano state effettuate, quali atti siano stati prodotti e quale sia stato l’esito del monitoraggio sul piano industriale e sugli impegni assunti.

La richiesta, sottolinea Tomaino, riguarda in particolare la trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sull’attuazione degli impegni contenuti negli accordi.

Il caso dei 74 lavoratori precari

Nel documento trova spazio anche la situazione dei 74 lavoratori precari i cui contratti sono arrivati alla scadenza.

La CONF.I.A.L. contesta che il dibattito attuale si concentri prevalentemente sui circa 650 lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali, lasciando in secondo piano chi ha già perso il proprio posto di lavoro al termine del contratto.

Tomaino rivendica quindi le iniziative portate avanti dalla propria organizzazione attraverso assemblee, iniziative pubbliche, denunce e proteste, sostenendo che la CONF.I.A.L. abbia sollevato le criticità prima dell’attuale fase di allarme.

Nel comunicato viene anche contestato l’utilizzo, in alcuni articoli, di immagini relative a mobilitazioni organizzate dalla stessa CONF.I.A.L. insieme ai lavoratori.

«Basta tavoli separati»

La richiesta sindacale si sposta quindi sul metodo del confronto.

La CONF.I.A.L. chiede che il futuro della vertenza venga discusso in un tavolo aperto a tutte le organizzazioni coinvolte, con la presenza di una delegazione dei lavoratori.

Sul tavolo, secondo Tomaino, dovrebbero finire gli accordi sottoscritti, il piano di risanamento, le verifiche effettuate, le risorse utilizzate e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, insieme alle proposte per il futuro.

«Il pluralismo sindacale non può valere soltanto quando non disturba», sostiene Tomaino, chiedendo che la rappresentanza dei lavoratori non diventi motivo di esclusione dal confronto.

La proposta: fare della Calabria un hub della digitalizzazione

La CONF.I.A.L. ribadisce infine la propria proposta: non smantellare il progetto, ma utilizzarlo come base per costruire in Calabria un hub della digitalizzazione, valorizzando le professionalità già formate e ampliando le attività.

Secondo Tomaino, esistono già competenze, lavoratori formati e tre territori coinvolti che potrebbero essere inseriti in una strategia regionale più ampia sull’innovazione e sulla digitalizzazione.

La richiesta è quella di un nuovo progetto industriale con obiettivi verificabili, interlocutori definiti, trasparenza sulle risorse pubbliche e controlli effettivi.

La conclusione del segretario regionale della CONF.I.A.L. è rivolta a tutti i soggetti che hanno partecipato alla gestione della vertenza: «Chi ha firmato deve spiegare. Chi doveva monitorare deve mostrare cosa ha monitorato. Chi ha gestito deve rendere conto delle proprie scelte».

Per Tomaino, il confronto sul futuro dei lavoratori non può quindi limitarsi alla proroga degli ammortizzatori sociali, ma deve partire dalla verifica di quanto previsto dagli accordi e arrivare a un progetto industriale capace di garantire una prospettiva occupazionale stabile.

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