Crotone, da Piazzale Nettuno a Orto Tellini: in città serve una seria riflessione

L’area che dovrebbe essere simbolo di identità, incontro e vita condivisa, ma che da anni vive una condizione di perenne incertezza

A cura di Redazione
28 gennaio 2026 18:00
Crotone, da Piazzale Nettuno a Orto Tellini: in città serve una seria riflessione -
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Crotone - Orto Tellini è uno di quei luoghi che raccontano la storia della città anche quando nessuno sembra più disposto ad ascoltare. Un’area che dovrebbe essere simbolo di identità, incontro e vita condivisa, ma che da anni vive una condizione di perenne incertezza. Sempre al centro di vicissitudini, nel recente passato è stata interessata da un intervento di riqualificazione che prometteva un nuovo inizio.

Orto Tellini e Piazzale Nettuno

Un’occasione importante, almeno sulla carta. La realtà quotidiana, però, restituisce un’immagine ben diversa. Orto Tellini sembra condividere il destino di Piazzale Nettuno (Leggi Qui): spazi nati per essere vissuti che troppo spesso si trasformano in dormitori a cielo aperto. Luoghi di passaggio, o peggio di abbandono, dove la funzione sociale e aggregativa viene lentamente erosa dall’isolamento e dall’incuria. Eppure, le potenzialità non mancano. L’area dell'Orto Tellini potrebbe essere un punto di riferimento per attività culturali, ricreative, un luogo capace di accogliere momenti di svago e relax per cittadini di ogni età. Potrebbe diventare uno spazio vivo, attraversato da eventi, iniziative, presenze. Invece resta uno spicchio di mondo a parte, scollegato dal resto della città, percepito come marginale e spesso evitato.

Una situazione difficile

A strappare un sorriso amaro è la gestione delle priorità. Qua e là compaiono cartelli che invitano i cittadini a non far espletare i bisogni ai propri animali domestici. Un richiamo al decoro che stona con ciò che realmente accade: nell’area viene abbandonato di tutto, nell’indifferenza generale. Rifiuti, oggetti, segni evidenti di una mancanza di controllo e di attenzione. Orto Tellini resta così sospeso tra ciò che è stato, ciò che potrebbe essere e ciò che purtroppo è diventato. Un luogo che chiede non solo interventi strutturali, ma una visione, una presenza costante, una responsabilità condivisa. Perché la riqualificazione (Leggi Qui) non può fermarsi al cemento: deve passare anche dalla cura quotidiana e dalla volontà di restituire questi spazi alla vita della città.

L.V.

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