Crotone - “Belle senz’anima”, Perpiglia in mostra al Bar Lux
Dieci scatti in bianco e nero contro la società dell’apparenza: il Gruppo Fotoamatori Crotone riflette sul volto nascosto delle vetrine
Nuovo appuntamento con la fotografia d’autore al Bar Lux di Crotone, dove il 13 febbraio 2026 alle ore 17:30 è stata presentata la mostra “Belle senz’anima” di Domenico Perpiglia, tra i fondatori del Gruppo Fotoamatori Crotone.
Un incontro partecipato, inserito nel calendario delle attività culturali del gruppo, che ha trasformato ancora una volta lo spazio del locale in un luogo di confronto e riflessione attraverso l’immagine. Protagoniste dell’esposizione dieci fotografie di grande formato in bianco e nero, caratterizzate da contrasti netti e da una marcata presenza di elementi geometrici.
L’autore presenta così il senso del suo lavoro: «Figure splendide in un mondo che ama apparire e non essere. Le vetrine sono la loro abituale dimora, ma in realtà vivono nel quotidiano. Giganti che dominano ogni immaginazione e ogni desiderio dell’uomo di oggi, più attento alla superficie che alla presenza».
A un primo sguardo le opere generano disorientamento e smarrimento. Le linee spezzate, i riflessi, i piani che si sovrappongono sembrano confondere l’occhio. Solo osservando con maggiore attenzione si scopre che le immagini ritraggono vetrine di negozi nelle quali si rispecchia la città, creando giochi grafici coinvolgenti e composizioni visive di forte impatto.
Il bianco e nero accentua la dimensione simbolica del lavoro: le figure esposte, eleganti e imponenti, diventano metafora di una società che si ferma all’apparenza, che si accontenta della cura dell’aspetto esteriore e che si lascia guidare dalle logiche del profitto e della produzione di massa. È un mondo, quello raccontato da Perpiglia, che rischia di smarrire la profondità dell’animo umano.
“Belle senz’anima” non è soltanto una mostra fotografica, ma una provocazione visiva e culturale. Attraverso il linguaggio dell’immagine, l’autore invita lo spettatore a interrogarsi sul proprio sguardo e sulle priorità del nostro tempo, in una riflessione che va oltre la superficie e chiede di tornare all’essenza.