Crotone, 6 settembre 1993: la notte in cui l’Enichem prese fuoco
Trentatré anni fa la protesta degli operai dell’Enichem contro la perdita del lavoro trasformò la notte crotonese in uno dei momenti più drammatici della storia industriale della città
Ci sono date che, a Crotone, non appartengono soltanto alla memoria di chi le ha vissute. Restano impresse nella storia di una comunità. Il 6 settembre 1993 è una di queste.
Oggi, a 33 anni di distanza, torna il ricordo della cosiddetta “Notte dei fuochi”, la drammatica protesta che vide protagonisti i lavoratori dello stabilimento Enichem, in un momento in cui il futuro industriale della città sembrava ormai segnato.
Era una sera di settembre quando la tensione, accumulata nei giorni precedenti, esplose. La vertenza riguardava la decisione di mettere in cassa integrazione 333 lavoratori dello stabilimento crotonese. Una scelta vissuta dagli operai e dalle loro famiglie come una minaccia non soltanto al proprio posto di lavoro, ma all'intero equilibrio economico e sociale della città.
Per giorni gli operai avevano occupato lo stabilimento e organizzato proteste, mentre intorno a loro cresceva la solidarietà della città. Anche le famiglie dei lavoratori presero parte alla mobilitazione, arrivando a bloccare la stazione ferroviaria.
Poi, quella sera, arrivarono i fuochi.
Il fosforo presente nello stabilimento venne rovesciato e incendiato lungo la strada statale 106. Le fiamme illuminarono la notte e una nube di fumo si alzò sopra la zona industriale, mentre all'esterno dello stabilimento la protesta degenerava in momenti di forte tensione con le forze dell'ordine.
Le immagini di quella notte fecero il giro dell'Italia. Crotone, fino ad allora raccontata soprattutto attraverso la sua storia industriale e il polo chimico, finì al centro dell'attenzione nazionale per una protesta che aveva assunto dimensioni drammatiche.
Ma dietro quelle immagini c'erano soprattutto le persone. Operai che vedevano il proprio futuro diventare incerto, famiglie preoccupate e una comunità che percepiva il progressivo ridimensionamento della grande industria come la perdita di una parte della propria identità.
A raccontare quella notte, negli anni successivi, sono stati molti dei protagonisti. L'ex sindaco Carmine Talarico, che in quei giorni seguì la protesta anche istituzionalmente, ricordò la sofferenza degli operai e la consapevolezza che quella battaglia rappresentasse qualcosa di più grande della semplice vertenza occupazionale.
Quella del 6 settembre 1993 viene così ricordata non soltanto come una notte di scontri e incendi, ma come il simbolo di una Crotone che si ribellava alla fine del proprio ciclo industriale.
Dopo quella stagione, il polo industriale avrebbe progressivamente perso peso e la città sarebbe stata costretta a confrontarsi con la necessità di costruire una nuova prospettiva economica. Ancora oggi, il rapporto tra Crotone, il lavoro e ciò che resta della sua grande stagione industriale continua a essere uno dei nodi della storia contemporanea del territorio.
Trentatré anni dopo, il ricordo di quella notte rimane dunque legato a quelle fiamme che illuminarono il cielo di Crotone. Un'immagine diventata simbolo di una stagione finita e, allo stesso tempo, della rabbia di una comunità che non voleva arrendersi alla perdita del lavoro.