Crotone - 49 collaboratori scolastici rischiano il posto
L'allarme Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani: «Servono soluzioni»
Crotone - Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per la situazione dei 49 collaboratori scolastici ex tirocinanti in servizio nelle istituzioni scolastiche della provincia di Crotone, il cui rapporto di lavoro è in prossima scadenza. Una condizione che, secondo il Coordinamento, rischia di compromettere la continuità dei servizi ausiliari indispensabili al regolare funzionamento delle scuole.
Una questione che riguarda il diritto allo studio
Per il Coordinamento, la vicenda non si limita alla sola dimensione occupazionale, ma coinvolge principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale, tra cui il diritto all'istruzione, la continuità dell'azione amministrativa e il buon andamento della pubblica amministrazione, sanciti dagli articoli 3, 34 e 97 della Costituzione. Nell'ambito dell'autonomia scolastica disciplinata dal D.P.R. n. 275 del 1999, il personale ATA rappresenta infatti un elemento essenziale dell'organizzazione degli istituti. La piena autonomia delle scuole presuppone la presenza di risorse professionali in grado di garantire il corretto svolgimento delle attività amministrative, tecniche e ausiliarie.
Il ruolo centrale dei collaboratori scolastici
I collaboratori scolastici svolgono funzioni che vanno ben oltre la semplice vigilanza degli ambienti scolastici. Tra i loro compiti rientrano l'accoglienza dell'utenza, l'assistenza agli alunni, in particolare agli studenti con disabilità, il supporto organizzativo alle attività didattiche e la collaborazione nell'attuazione delle misure previste dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si tratta di attività che contribuiscono direttamente alla realizzazione del diritto allo studio e all'attuazione del principio di inclusione scolastica, uno dei pilastri del sistema educativo nazionale.
Il valore dell'esperienza maturata
Secondo il Coordinamento, il permanere di una situazione di precarietà per personale che da anni opera all'interno delle scuole rischia di produrre effetti negativi sia sul piano organizzativo sia sulla qualità dei servizi offerti a studenti e famiglie. L'esperienza professionale acquisita nel tempo rappresenta infatti un patrimonio che l'amministrazione dovrebbe valorizzare nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, economicità e continuità dell'azione amministrativa previsti dalla normativa vigente.
Il Coordinamento richiama inoltre quanto stabilito dal decreto legislativo n. 165 del 2001, che individua tra gli obiettivi della pubblica amministrazione il miglioramento dell'efficienza dei servizi, la valorizzazione delle risorse umane e la capacità di rispondere efficacemente ai bisogni della collettività.
L'appello al Ministero
La stabilità del personale ausiliario assume oggi un'importanza ancora maggiore alla luce delle crescenti responsabilità attribuite alle scuole in materia di inclusione, sicurezza, tutela dei minori, prevenzione dei rischi e gestione delle attività previste dal Piano Triennale dell'Offerta Formativa.
Per questo motivo il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un appello al Ministero dell'Istruzione e del Merito affinché, in raccordo con Governo e Parlamento, promuova una soluzione strutturale alla vicenda dei collaboratori scolastici ex tirocinanti, superando il ricorso a strumenti temporanei e garantendo continuità lavorativa a personale che ha dimostrato negli anni competenza, affidabilità e piena integrazione nel sistema scolastico.
Diritti dei lavoratori e qualità del servizio
«La tutela dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia della qualità del servizio pubblico di istruzione costituiscono interessi convergenti e non contrapposti», sottolinea il Coordinamento. Garantire continuità occupazionale a figure ormai indispensabili per l'organizzazione delle scuole significa, secondo l'organizzazione, rafforzare il principio costituzionale del buon andamento dell'amministrazione, assicurare la piena funzionalità delle istituzioni scolastiche autonome e dare concreta attuazione ai valori di dignità della persona, solidarietà e giustizia sociale che ispirano l'ordinamento della Repubblica.