Crisi in Medio Oriente e caro carburanti, il Governo corre ai ripari
Accise ridotte di 25 centesimi e ipotesi di bonus da 100 euro per le famiglie; valutato anche un credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto
L’escalation della crisi in Medio Oriente torna a pesare sui mercati internazionali e, in particolare, sul costo dell’energia. Il prezzo dei carburanti ha registrato nelle ultime ore un nuovo balzo, alimentando preoccupazioni per famiglie e imprese. In questo contesto, il Governo è intervenuto con una misura immediata, disponendo la riduzione temporanea delle accise sui carburanti pari a 25 centesimi, nel tentativo di contenere gli effetti dell’aumento alla pompa.
Parallelamente, l’esecutivo sta valutando ulteriori strumenti di sostegno economico, a partire dall’introduzione di un bonus destinato ai nuclei familiari in difficoltà. L’ipotesi allo studio prevede un contributo una tantum da 100 euro, che potrebbe essere erogato a una platea di circa 1,1 milioni di famiglie con almeno tre componenti e un Isee non superiore a 15mila euro. I beneficiari potrebbero coincidere con quelli già individuati per la Carta “Dedicata a te”, sulla quale il contributo verrebbe accreditato direttamente, replicando il meccanismo già utilizzato nel 2023 per i buoni benzina.
Ma non è l’unico intervento in cantiere. Il Governo starebbe infatti valutando anche misure a sostegno del settore dell’autotrasporto, particolarmente esposto all’aumento del costo del diesel. Tra le ipotesi, quella di reintrodurre per tre mesi un credito d’imposta pari al 28% sulle spese di carburante (al netto dell’Iva), riservato ai veicoli di categoria almeno Euro 5, ricalcando quanto già previsto nel 2022.
L’obiettivo complessivo è quello di attenuare l’impatto dell’instabilità internazionale sull’economia interna, sostenendo sia le famiglie più fragili sia uno dei comparti strategici per la logistica e la distribuzione delle merci.