#CosenzaCrotone 0-2 | Buscè: “Troppo brutti per essere veri. Il Crotone ha meritato”
Nessuna vittoria nel 2026 per i rossoblù, quarto ko interno e secondo consecutivo. Decidono Di Pasquale e Piovanello: primo successo dell’anno per il Crotone
Il Cosenza di Antonio Buscè non entra mai davvero in partita e cede di fronte a un Crotone solido e determinato, capace di imporsi con pieno merito grazie alle reti di Di Pasquale e Piovanello. Per i rossoblù è il quarto ko interno e il secondo consecutivo, con l’astinenza da vittorie che dura dal 19 dicembre. Per i crotonesi, invece, è il primo successo del 2026, arrivato in un derby giocato con intensità e lucidità.
In conferenza stampa, Buscè non si nasconde e fotografa senza sconti la serata del suo Cosenza. “Era una di quelle partite che prima o poi dovevano arrivare. Una squadra invisibile, troppo brutta per essere vera”, esordisce il tecnico. “Bisogna dare atto che il Crotone è stato molto più bravo di noi, ha meritato di vincere. E noi ci abbiamo messo tanto del nostro”.
Il passaggio chiave è l’atteggiamento dopo lo svantaggio. “Ho visto una squadra scarica, soprattutto dopo il gol abbiamo smesso di giocare, quasi buttando la spugna. Non era mai successo”, sottolinea Buscè, che parla apertamente di presunzione. “Non accettare che il Crotone potesse farci gol o crearci difficoltà è da presuntuosi. Questa cosa non ce la possiamo permettere”.
Il tecnico insiste sull’aspetto mentale e fisico. “Dopo 35 minuti prendi gol e con una partita davanti non puoi reagire così. Ho visto giocatori scarichi fisicamente e mentalmente”. E il secondo gol subito diventa simbolo della serata storta. “È l’emblema della brutta notte. Spero sia un caso isolato, perché dopo la bella prestazione di Salerno ritrovarsi così, sotto tutti i punti di vista, è una cosa che mi preoccupa”.
Alla domanda sulla mancanza di grinta, Buscè è netto. “Il Crotone arrivava sempre primo sulla palla, sulle corse, sulle rincorse. Non è l’ultima arrivata: ha giocatori importanti che sanno giocare a calcio”. Poi ribadisce il concetto chiave. “Diamoci pure i demeriti, ma riconosciamo i meriti del Crotone. Quello che mi ha impressionato è l’essere remissivi dopo il gol: non ci appartiene”.
Nessun alibi legato a questioni esterne o a una settimana complicata. “Non andiamo a cercare situazioni che non puoi portare in campo. Assolutamente no”, taglia corto Buscè. “Mi preoccupa il campo: una partita da fare in un modo e alla prima difficoltà la squadra è sparita. Questo non è da noi”.
Capitolo attacco e assenza di Mazzocchi, tema centrale. “È un’assenza importantissima. Ha caratteristiche che si sposano perfettamente con il nostro gioco. Senza di lui non possiamo pretendere di fare lo stesso calcio”. Da qui la necessità di adattarsi. “Dobbiamo cambiare qualcosa con equilibrio, trovare soluzioni diverse, magari con due attaccanti per far salire di più la squadra”.
Sulle scelte offensive e su Emmausso, Buscè spiega. “Gli ho chiesto un lavoro che per lui è un sacrificio enorme. Era una scelta per non dare riferimenti alla loro difesa, ma non ha portato vantaggi”. E torna sull’atteggiamento. “È mancata cattiveria, voglia di recuperare il risultato. Questo non deve mai mancare”.
Ora la trasferta di Catania, con una panchina corta e le “ossa rotte”. “Bisogna andarci e basta. Recuperare soprattutto mentalmente. Questo è un mese tremendo, con partite importanti. Se ce la portiamo dietro diventa un problema”. Anche un richiamo all’umiltà. “Un bagno di umiltà può fare bene. Tocca l’orgoglio. Alziamo la testa, analizziamo le problematiche e reagiamo”.
Chiusura, ancora una volta, nel segno dell’onestà. “Troppo brutto per essere vero il Cosenza. Diamo i meriti al Crotone: ha fatto una partita importante ed è stato molto più bravo di noi”. Un verdetto chiaro, che pesa, ma che segna il punto da cui ripartire.