Cosenza - Via Crucis, la città si raccoglie: fede, silenzio e speranza condivisa

Migliaia di fedeli in cammino con il Vescovo Checchinato: dalla Passione alla Pasqua, un invito alla pace e alla rinascita interiore

A cura di Redazione
04 aprile 2026 09:00
Cosenza - Via Crucis, la città si raccoglie: fede, silenzio e speranza condivisa - Foto: Redazione
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Un fiume di luci e passi lenti ha attraversato la città nella sera del Venerdì Santo, trasformando le strade in un luogo di raccoglimento e fede condivisa. Migliaia di persone hanno preso parte alla Via Crucis, vivendo un momento intenso di preghiera e riflessione che ha unito l’intera comunità diocesana attorno al proprio pastore, il Vescovo Mons. Giovanni Checchinato.

Un appuntamento profondamente radicato nella tradizione, che quest’anno si è caricato di un significato ancora più forte alla luce del messaggio pasquale rivolto dal Presule nei giorni precedenti, nel quale ha richiamato il senso autentico della resurrezione come cammino interiore e quotidiano. La Pasqua, infatti, non è solo un traguardo, ma un percorso fatto di piccoli segni di bene che maturano nel tempo, anche nelle situazioni più difficili.

Le celebrazioni della Settimana Santa erano iniziate con la Domenica delle Palme, quando Mons. Checchinato ha presieduto il rito dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Giovedì, invece, l’apertura del Triduo pasquale è stata vissuta nel carcere cittadino, dove il Vescovo ha celebrato la Messa in Coena Domini con il gesto della Lavanda dei piedi, segno di servizio e vicinanza.

Ieri sera, dopo l’azione liturgica della Passione del Signore celebrata alle ore 18, i fedeli si sono radunati davanti alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto, dando vita al corteo che ha percorso le vie cittadine fino a raggiungere il piazzale della parrocchia di San Nicola, punto conclusivo del cammino.

Nel suo messaggio, il Vescovo ha voluto richiamare anche il valore della pace, evocando il saluto del Cristo risorto: “Shalom”. Un invito a riscoprire la capacità di donare agli altri ciò che si porta nel cuore, scegliendo la via della riconciliazione e della speranza, anche nei contesti segnati dalla sofferenza.

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