Cosenza, primo appuntamento con la Decina 2026 del Premio Sila

Antonio Pascale presenta “Cose umane” alla libreria Mondadori di Cosenza

A cura di Redazione
19 marzo 2026 16:30
Cosenza, primo appuntamento con la Decina 2026 del Premio Sila - Foto: Redazione
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Cosenza - Al via il ciclo di presentazioni dedicate ai dieci libri finalisti della quattordicesima edizione del Premio Sila. Martedì 24 marzo, alle 18, la libreria Mondadori di corso Mazzini, a Cosenza, ospiterà il primo degli incontri in programma, con Antonio Pascale e il suo romanzo “Cose umane” (Einaudi). L’autore dialogherà con Marco Scarpelli e il pubblico in una serata che esplorerà i temi della memoria familiare, del rapporto tra generazioni e delle trasformazioni profonde che hanno attraversato l’Italia negli ultimi decenni

Il viaggio che ogni figlio percorre per diventare ciò che è. Il ritorno ai luoghi, alle memorie, alle case che odorano di infanzia, che quel viaggio lo racconta e lo ricompone. Sarà da questa immagine che partirà il primo degli appuntamenti con la Decina 2026 del Premio Sila. Martedì 24 marzo, alle 18, la libreria Mondadori di corso Mazzini aprirà le sue porte ad Antonio Pascale, che presenterà al pubblico “Cose umane”, il suo ultimo romanzo pubblicato da Einaudi.

A dialogare con lui, Marco Scarpelli, in una conversazione che coinvolgerà anche il pubblico presente in libreria. L’incontro segna l’inizio di un percorso che, nei prossimi mesi, porterà a Cosenza le dieci voci finaliste della quattordicesima edizione del Premio Sila.

Un’occasione preziosa per trasformare la città in un salotto letterario diffuso, capace di accogliere autori e lettori intorno ai libri che raccontano l’Italia contemporanea. La libreria Mondadori, nel cuore di corso Mazzini, diventa così il primo palcoscenico di una serie di incontri che attraverserà generi, stili e territori, confermando il valore culturale di un Premio che da tanti anni tiene insieme memoria e futuro.

Dal Novecento contadino all’intelligenza artificiale

Si annuncia come un dialogo intorno alle domande essenziali della nostra esistenza, la serata in compagnia di Antonio Pascale: cosa resta, alla fine, di ciò che siamo stati? Con la sua scrittura, precisa e ironica insieme, Pascale guida i lettori in un viaggio che da Caserta arriva fino a Roma, e dal Novecento contadino si spinge fino all’era dell’intelligenza artificiale, attraversando generazioni, trasformazioni sociali e sentimenti che non cambiano mai.

«È un onore aprire con Antonio Pascale questo cammino attraverso la Decina 2026 – ha dichiarato l’avvocato Enzo Paolini, presidente della Fondazione Premio Sila –. “Cose umane” è un romanzo che parla di radici, di distanze percorse e di ritorni necessari. Sarà il primo di dieci appuntamenti che trasformeranno il capoluogo bruzio in un palcoscenico letterario, capace di accogliere le voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea».

Tra memoria familiare e trasformazioni sociali

Nel romanzo di Pascale, il mese di agosto svuota Caserta e la popola di fantasmi, un figlio tenta di sbrogliare i fili della memoria familiare per ritrovare, in quell’intreccio, anche il bandolo della propria storia.

Sullo sfondo, un’Italia che cambia volto: dal paese di Pinocchio, segnato dalla fame e dalla miseria, a MasterChef, il regno dell’abbondanza. Tra nonni contadini e capomastri, parenti minatori in Belgio e prozie mezze streghe, il protagonista osserva il passato riaffiorare in frammenti mentre intorno a lui si muovono amici emigrati al Nord, ragazze camorriste e una figlia ventenne che studia intelligenza artificiale e sogna la campagna.

Con la sua scrittura che tiene insieme analisi spietata e commozione trattenuta, Pascale costruisce un’installazione narrativa che è al tempo stesso romanzo familiare e riflessione sul tempo che passa.

E ci ricorda che le ‘cose umane’ – gli amori che finiscono, i genitori che invecchiano, le memorie che si trasformano – sono poi le uniche, vere, degne di essere raccontate.

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