Cosenza, “LibrinComune” ospita “Barche di sabbia”: reportage di Armentano sulle rotte migratorie africane

Al Museo dei Brettii e degli Enotri la presentazione del libro che racconta il viaggio dal deserto al Mediterraneo attraverso le storie di chi affronta l’impossibile

A cura di Redazione
15 settembre 2026 17:30
Cosenza, “LibrinComune” ospita “Barche di sabbia”: reportage di Armentano sulle rotte migratorie africane - Foto: Redazione
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Cosenza - Nuovo appuntamento con la rassegna “LibrinComune”, promossa dall’Amministrazione comunale di Cosenza per valorizzare la cultura del libro e incentivare la diffusione della lettura in città. Mercoledì 16 settembre, alle ore 17.30, il Museo dei Brettii e degli Enotri ospiterà la presentazione di “Barche di sabbia – Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare”, il volume di Emanuele Armentano pubblicato da Edizioni Expressiva.

L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco Franz Caruso e dall’intervento di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, autore della prefazione del libro. Alla presentazione prenderanno parte anche il critico letterario Mario Gaudio e Pino Sassano della Libreria Mondadori. A moderare il dibattito sarà Antonietta Cozza, consigliera comunale delegata alla Cultura e curatrice della rassegna.

Un viaggio lungo seimila chilometri tra deserto, prigionia e Mediterraneo

“Barche di sabbia” è un reportage narrativo che attraversa una delle rotte migratorie più drammatiche del nostro tempo: quella che dal cuore dell’Africa conduce fino al Mediterraneo. Un racconto costruito attraverso testimonianze dirette, incontri e frammenti di vita raccolti tra il Niger, la Libia e le frontiere attraversate da migliaia di persone in fuga.

Il libro prende avvio dalla tragedia di Steccato di Cutro, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, per poi seguire il percorso di Abubacarr Conteh e Ousman Susso, due giovani gambiani partiti da Serrekunda a quindici anni con il sogno di arrivare in Italia e costruire un futuro diverso.

La narrazione si sviluppa lungo oltre seimila chilometri, attraversando Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger, il deserto del Sahara, la prigionia in Libia e infine il viaggio in mare. Un percorso raccontato non solo attraverso dati e analisi, ma soprattutto attraverso volti e storie che spesso rimangono ai margini del dibattito pubblico.

La cultura come strumento per restituire dignità alle persone

Nel corso dell’incontro l’autore porterà il racconto anche oltre le pagine del libro, soffermandosi sulla vita dei protagonisti dopo l’arrivo in Calabria. Abù e Ousman oggi vivono nella regione, ma conservano il peso delle esperienze vissute durante il viaggio. “Molti dei nostri amici sono morti lì. Ora riposano sotto le acque. Per noi è una mancanza di rispetto fare il bagno sopra di loro”, raccontano, spiegando il legame profondo con chi non è riuscito ad arrivare.

Il sindaco Franz Caruso ha sottolineato il valore dell’iniziativa, evidenziando il ruolo della cultura nel raccontare fenomeni complessi attraverso una prospettiva umana: “Le migrazioni non possono essere affrontate soltanto come un problema di numeri, confini o emergenze. Prima di tutto ci sono le persone, con i loro nomi, le loro storie, le loro paure e le loro speranze”.

Per il primo cittadino, “Barche di sabbia” rappresenta un contributo importante perché invita a superare gli stereotipi e a guardare oltre le statistiche, restituendo centralità alla dignità di chi affronta percorsi difficili alla ricerca di una nuova possibilità di vita.

La prefazione di mons. Savino colloca il viaggio narrato da Armentano all’interno di una riflessione più ampia sul rapporto tra esseri umani e accoglienza, richiamando le domande bibliche “Adamo dove sei?” e “Caino, dov’è Abele tuo fratello?”. Un invito a riconoscere che la dignità dell’altro è parte integrante della propria umanità.

La serata sarà arricchita da momenti musicali affidati a Emiliana Oriolo, Antonella Vitale e Maria Teresa Vitale e dalle letture di alcuni brani del libro curate da Demetrio Corino.

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