Cosenza - In Commissione cultura si discute del lavoro delle Officine Teatrali Telesiane

Il regista Antonello Lombardo, anima delle OTT, ha illustrato il cuore del progetto

A cura di Redazione
10 aprile 2026 19:00
Cosenza - In Commissione cultura si discute del lavoro delle Officine Teatrali Telesiane  - Foto: Redazione
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Cosenza - Il mito antico torna a parlare alla città, e lo fa con la forza di un grido che attraversa i secoli. Il 9 aprile, presso la Commissione Cultura del Comune di Cosenza, presieduta da Mimmo Frammartino, è stato ufficialmente presentato l’evento teatrale dell’anno: la nuova produzione delle Officine Teatrali Telesiane (OTT). Quest’anno, il Liceo Classico "B. Telesio" porterà in scena al Teatro Rendano un dittico potente e doloroso: Ecuba e Le Troiane.

Il regista Antonello Lombardo, anima delle OTT, ha illustrato il cuore del progetto: un lavoro che scava nella condizione umana di fronte alla guerra. Attraverso il testo di Euripide, rivisitato dalla scrittura di Flavio Nimpo (aiuto regia), lo spettacolo mette a nudo la violenza distruttrice e, soprattutto, la resilienza femminile. "Il mito parla oggi più forte che mai", ha spiegato Lombardo. "Portiamo in scena il dolore fisico e psicologico di chi resta dopo aver perso tutto, ma mantiene intatta la propria dignità contro la scure di un potere che schiavizza il corpo e lo spirito".

«Un senso di comunità che si esprime attraverso il Telesio ma si apre a tutto il territorio»

Non si tratta di un semplice saggio scolastico, ma di una vera e propria macchina produttiva che impegna studenti (veterani e nuovi interpreti) da ottobre a maggio in un percorso di prova estenuante, spesso "chiusi" in teatro sette giorni su sette. Un lavoro di squadra che coinvolge maestranze locali per scenografie concrete e virtuali, costumi sartoriali, coreografie e disegno luci. "È un senso di comunità che si esprime attraverso il Telesio ma si apre a tutto il territorio", ha sottolineato il regista, evidenziando anche il valore terapeutico del teatro e l’efficace sperimentazione che vede recitare insieme adulti e giovani.

L’impatto culturale del progetto è stato riconosciuto unanimemente dalla Commissione. I consiglieri Bianca Rende e Giuseppe D’Ippolito hanno rimarcato come i tempi siano maturi per trasformare questa esperienza decennale in una produzione strutturata, sostenuta da un "ponte ideale" tra Comune e Scuola. L’obiettivo è chiaro: supportare economicamente un’attività che gestisce cast anche di 30 attori e costi produttivi ingenti. "I talenti sono in casa nostra, non bisogna cercarli lontano", hanno dichiarato i consiglieri, ricordando come molti ex allievi delle OTT siano oggi professionisti affermati allo Stabile di Torino o all'Accademia di Siracusa. Anche il dirigente Domenico De Luca ha definito l'evento una "perla" del territorio, un punto di riferimento che non solo nutre l'anima, ma genera un indotto positivo per la città.

Durante la seduta è emersa la volontà di premiare tutti i giovani che, partendo dalle Officine Teatrali, hanno poi intrapreso la carriera professionale in tutta Italia. Un riconoscimento a chi ha saputo trasformare una "vocazione nascosta" in una professione, grazie a quel meccanismo magico che è il palcoscenico. Cosenza si prepara dunque a riempire nuovamente il Teatro Rendano, rispondendo alla chiamata della cultura. Perché, come ricordato in chiusura, il teatro non è solo spettacolo: è una terapia infallibile per la gestione delle relazioni e per la riscoperta di sè stessi., "Ci aspettiamo una presenza massiccia", ha auspicato Lombardo. "La città ci ha sempre dato grandi soddisfazioni e ci ha riempito di emozioni. Vedere il teatro pieno è il giusto premio per questi ragazzi che si mettono in gioco, scoprendo vocazioni che spesso non sapevano nemmeno di avere".

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