Cosenza, il Liceo Telesio apre il decennale della Biblioteca Rodotà con il libro “Tatticamente”
Neuroscienze, sicurezza e prevenzione al centro dell’incontro con l’autore Marco Buschini. Esperti e rappresentanti delle istituzioni hanno dialogato con gli studenti sui meccanismi della mente e sui comportamenti a rischio
Il decennale della Biblioteca Stefano Rodotà del Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza si è aperto con un appuntamento dedicato alla cultura della sicurezza, alla prevenzione e alla comprensione dei meccanismi che guidano le reazioni umane nelle situazioni di pericolo. Protagonista dell’incontro è stato il libro Tatticamente. Come il cervello riscrive la tecnica. Neuroscienza operativa per istruttori e operatori, scritto da Marco Buschini.
L’autore, poliziotto con una lunga esperienza nelle Forze dell’Ordine, ha maturato competenze specialistiche nelle tattiche operative e di intervento, svolgendo anche attività di formazione per reparti di Polizia in Italia e all’estero. Congedato con onore come Vittima del dovere, ha ricevuto il riconoscimento dei gradi per meriti straordinari.
L’iniziativa è stata promossa e organizzata dal dottor Sergio Giacoia, Vice Questore Aggiunto in congedo della Polizia di Stato, con la collaborazione del Liceo Telesio, rappresentato dalla direttrice della Biblioteca Stefano Rodotà, Antonella Giacoia, e dal dirigente scolastico, Domenico De Luca.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il ruolo della scuola come presidio fondamentale di legalità, ascolto e prevenzione, soprattutto in una società attraversata da fenomeni complessi che coinvolgono direttamente le nuove generazioni.
Il richiamo delle istituzioni ai giovani
All’appuntamento hanno partecipato autorevoli rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine. Il questore Borrelli ha rivolto agli studenti un invito a essere protagonisti del proprio futuro con onestà, determinazione e spirito di sacrificio, mettendoli in guardia dalle scorciatoie e dal ricorso alle sostanze come risposta al disagio e alla noia.
Un messaggio altrettanto netto è arrivato da Antonio Pignataro, Dirigente generale della Polizia di Stato e consulente della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il suo intervento ha richiamato i ragazzi alla responsabilità delle proprie scelte, sintetizzando l’appello nell’espressione «scegliere la vita». Pignataro ha inoltre posto l’accento sul legame tra abuso di sostanze stupefacenti e fenomeni criminali.
Cosa accade al cervello nelle situazioni di pericolo
Il dibattito è entrato poi nel merito dei temi affrontati nel volume di Buschini: come reagisce il cervello quando ci si trova improvvisamente in una situazione rischiosa e in che modo l’adrenalina e lo stress possono condizionare le decisioni.
In condizioni di forte pressione, infatti, la risposta dell’organismo può precedere una valutazione razionale completa. I meccanismi neuro-adattivi e l’addestramento assumono così un ruolo determinante nel guidare le azioni. Una riflessione che, alla luce dei fenomeni di violenza e dei reati contro le donne, si estende anche alla capacità di riconoscere i propri limiti e comprendere le reazioni che possono emergere nei momenti di paura e panico.
Al confronto ha contribuito il neurologo Antonio Siniscalchi, che ha approfondito il funzionamento delle strutture cerebrali e delle connessioni neuronali, soffermandosi sui possibili effetti di malattie neurodegenerative, sostanze d’abuso e traumi fisici o psicologici.
Salute mentale, disagio giovanile e ruolo della scuola
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’intervento del professor Paolo De Pasquali, psichiatra e docente all’Università di Firenze. Nel suo contributo ha affrontato la distinzione tra psicosi e psicopatia, evidenziando le differenze tra condizioni cliniche che richiedono percorsi terapeutici specifici e disturbi della personalità caratterizzati da modalità di comportamento problematiche.
De Pasquali ha richiamato inoltre l’attenzione sul compito della scuola nell’individuare e comprendere i comportamenti trasgressivi degli adolescenti. Dietro atteggiamenti apparentemente provocatori, ha osservato, possono nascondersi richieste di aiuto e il bisogno di essere riconosciuti e ascoltati.
Nel suo intervento ha evidenziato anche i cambiamenti nelle relazioni tra i giovani, con il progressivo ridimensionamento del gioco all’aperto e la crescente centralità degli smartphone. In questo scenario, la scuola conserva una funzione essenziale come luogo di socializzazione, confronto tra coetanei e dialogo con gli insegnanti, che talvolta diventano punti di riferimento importanti per ragazzi privi di adeguato sostegno familiare.
Un ulteriore elemento di riflessione ha riguardato il ruolo dei mezzi di comunicazione nella diffusione delle notizie di cronaca. La continua esposizione a episodi violenti può contribuire a fenomeni di emulazione, soprattutto quando i modelli osservati sono quelli dei propri coetanei. Da qui l’invito a prestare attenzione alle modalità con cui vengono raccontati fatti di violenza e ai possibili effetti sui comportamenti giovanili.
Difesa personale e nuove iniziative per le ragazze
La giornata si è conclusa con le domande del pubblico sull’applicazione pratica dei principi della neuroscienza operativa nella vita quotidiana. Tra i temi affrontati anche la possibilità di organizzare corsi di difesa personale rivolti specificamente alle ragazze, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per accrescere la consapevolezza e affrontare situazioni potenzialmente pericolose.
Una proposta che potrebbe trovare spazio in future iniziative, proseguendo il percorso di formazione e sensibilizzazione avviato con l’apertura delle celebrazioni per i dieci anni della Biblioteca Stefano Rodotà.
L’incontro ha così unito divulgazione scientifica, educazione alla legalità e attenzione al mondo giovanile, affidando alla scuola il compito di promuovere conoscenza, prevenzione e responsabilità.