Cosenza, il 30 gennaio presentazione di “Emozioni a colori e in bianco e nero”
Anna Neri richiama l’attenzione sulla bellezza dei sentimenti e sulla capacità delle esperienze di lasciare segni positivi che accompagnano e caratterizzano la vita di ognuno di noi
Cosenza - Nella sua opera prima, che verrà presentata venerdì prossimo 30 gennaio sul Terrazzo Pellegrini, Anna Neri richiama l’attenzione sulla bellezza dei sentimenti e sulla capacità delle esperienze di lasciare segni positivi che accompagnano e caratterizzano la vita di ognuno di noi
“Emozioni a colori e in bianco e nero”
E’ forse il suo modo semplice, delicato, rispettoso, quasi in punta di piedi, di descrivere fatti e vicende che hanno attraversato la sua esperienza umana e professionale (è stata per molti anni docente di matematica); o, forse, la gratitudine che emerge in ogni racconto verso chi ha incontrato, conosciuto, frequentato; o, chissà, ancora di più, il suo desiderio di confermare che molto nella vita dipende da come ci poniamo rispetto agli eventi, dal valore diamo ai sentimenti, dalla passione con cui coltiviamo interessi e propensioni (nel suo caso la pittura, una “conoscenza” arrivata tardi, ma che le ha consentito di scoprire un mondo e – soprattutto – un’identità artistica inaspettatamente totalizzante). Sono ognuna di queste ragioni o tutte insieme a rendere particolarmente gradevole la lettura di “Emozioni a colori e in bianco e nero” di Anna Neri, che sarà presentato venerdì prossimo, 30 gennaio, al Terrazzo Pellegrini.
“Anna”, scrive in una riflessione Padre Antonino De Rose, che interverrà all’incontro, “ha fatto delle emozioni la corda vibrante della sua vita, una spina dorsale che regge, ma anche una chiave di lettura e un mezzo espressivo di sé stessa”.
Una puntuale chiave interpretativa dell’opera prima di Anna Neri che conduce il lettore attraverso una cavalcata di ricordi e di richiami alla memoria, strettamente legati a sentimenti e passioni. Appunto, le emozioni che l’autrice pone al centro della sua riflessione in questo libro in cui racconta, particolarmente, l’ultima esperienza che le ha cambiato la vita, la scoperta della pittura, ma operando al contempo una sorta di “ricongiungimento” sensoriale che mette in fila passato e presente, ciò che è stato e quanto oggi, quel mondo, e le nuove vie esperienziali che ha imparato a percorrere, abbiano profondamente migliorato la sua avventura nel mondo.
Tutte sono state e rappresentano bellissime, appaganti, rigeneranti emozioni, appunto a colori e in bianco e nero, a seconda che a ricercarle o a favorirle sia l’utilizzo della pittura o una poesia, un pensiero, una storia. E tutte hanno contribuito a delineare nel corso del tempo, in relazione ad ogni età, non solo l’importanza e la capacità – affatto scontata - di mettersi in discussione, ma anche la possibilità, ogni volta che se n’è presentata l’occasione, di individuare nuove strade di crescita personale, culturale e civile.
Anna non dimentica nessuna delle figure che hanno accompagnato il suo cammino, perché ognuna di esse le ha donato qualcosa; spesso qualcosa di importante. Ma è alla madre, la figura che forse ha contribuito più di tutte a plasmare la sua poliedrica identità, che l’autrice sente di dire un grazie particolare, forte, eterno per gli insegnamenti e gli esempi ricevuti, che non hanno mai smesso di orientarne e illuminarne il cammino.