Cosenza - Francesco Luigi Gallo racconta una nuova idea di inclusione scolastica
Nel nuovo saggio "La terza via dell'inclusione", il docente e studioso propone una riflessione sul ruolo della relazione e della cura educativa
Cosenza - In un momento storico in cui la scuola italiana è chiamata a confrontarsi con sfide educative sempre più complesse e con una crescente attenzione ai temi dell'inclusione, un nuovo volume invita a ripensare criticamente il paradigma educativo contemporaneo. Si intitola La terza via dell'inclusione. Relazione, interiorità, cura educativa (Armando Editore, Roma, 2026) ed è il nuovo saggio di Francesco Luigi Gallo, dottore di ricerca in Filosofia, docente specializzato nelle attività di sostegno didattico, formatore universitario nei percorsi di specializzazione per il sostegno e studioso impegnato da anni nell'approfondimento dei fondamenti filosofici e pedagogici dell'inclusione. Il volume è pubblicato nella collana Genitori e insegnanti di Armando Editore.
Il percorso scientifico di Gallo si distingue per la costante volontà di mettere in dialogo filosofia, pedagogia speciale ed esperienza educativa concreta. Dopo aver approfondito il tema della centralità della relazione nel precedente volume Io per te. Sulla centralità della relazione nei processi educativi, l'autore compie ora un ulteriore passo in avanti, proponendo una vera e propria categoria interpretativa destinata ad alimentare il confronto scientifico sull'inclusione scolastica.
La terza via: relazione, interiorità e cura educativa
Il libro nasce da una constatazione tanto semplice quanto decisiva. Negli ultimi decenni il sistema italiano ha costruito uno dei modelli inclusivi più avanzati a livello internazionale, sviluppando reti territoriali, strumenti normativi, procedure condivise, équipe multidisciplinari e percorsi sempre più articolati di progettazione educativa. Questo patrimonio rappresenta una conquista di straordinario valore, che l'autore riconosce e valorizza. Tuttavia, proprio mentre il sistema cresce sul piano organizzativo, emerge il rischio che venga progressivamente oscurata la dimensione da cui ogni autentica inclusione prende realmente forma: la relazione educativa.
Da questa riflessione prende origine la proposta della "terza via dell'inclusione". Secondo Gallo, il modello attuale si sviluppa prevalentemente lungo due direttrici: una dimensione orizzontale, costituita dall'integrazione tra servizi, istituzioni e professionalità, e una dimensione longitudinale, rappresentata dal Progetto di Vita della persona con disabilità. A queste due prospettive, entrambe indispensabili, il volume affianca una terza direttrice, centrata sulla qualità dell'incontro educativo, sull'interiorità dell'educatore e sulla cura come fondamento dell'agire professionale.
La tesi del libro non è quella di contrapporre la relazione alle competenze tecniche, né di ridimensionare il valore delle innovazioni normative. Al contrario, l'autore sostiene che organizzazione, metodologia e professionalità possano esprimere pienamente la propria efficacia soltanto quando trovano il loro fondamento in una relazione autentica tra docente e studente. L'inclusione, in questa prospettiva, non coincide esclusivamente con un insieme di procedure ben costruite, ma diventa anzitutto un'esperienza di riconoscimento reciproco.
La formazione degli insegnanti e una scuola realmente inclusiva
Particolare rilievo assume la riflessione dedicata alla formazione degli insegnanti di sostegno. Forte della propria esperienza nella scuola e nell'università, Gallo evidenzia come la preparazione dei futuri docenti non possa limitarsi all'apprendimento delle norme, delle metodologie e degli strumenti didattici. Accanto alla competenza tecnica è necessario promuovere una maturazione personale che coinvolga responsabilità etica, equilibrio emotivo, capacità di ascolto e disponibilità alla cura educativa. L'insegnante di sostegno viene così ripensato non soltanto come esperto di inclusione, ma come professionista della relazione. Ad arricchire il volume contribuiscono la prefazione di Loredana Giannicola, Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, e la postfazione di Raffaele Ciambrone, docente dell'Università di Pisa, due autorevoli studiosi che riconoscono l'originalità di una riflessione destinata a inserirsi nel dibattito nazionale sulla scuola inclusiva.
Più che proporre un nuovo modello operativo, La terza via dell'inclusione offre una prospettiva culturale. È un invito a interrogarsi sul significato profondo dell'educazione in un tempo in cui la complessità delle organizzazioni scolastiche rischia talvolta di far dimenticare che ogni autentico processo inclusivo nasce, prima di tutto, dall'incontro tra persone. È in questa convinzione che il nuovo lavoro di Francesco Luigi Gallo si propone come un contributo originale al dibattito pedagogico contemporaneo, riportando al centro della riflessione educativa la relazione, l'interiorità e la cura come condizioni imprescindibili di una scuola realmente inclusiva.